Conte ha difeso il patto con la Cina per la Nuova via della seta

Conte ha difeso il patto con la Cina per la Nuova via della seta

13 Marzo 2019 07.14
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«Il testo, che abbiamo negoziato per molti mesi con la Cina, imposta la collaborazione in modo equilibrato e mutualmente vantaggioso». Giuseppe Conte ha difeso così, in un'intervista al Corriere della Sera in apertura di prima pagina, la firma di un possibile memorandum con Pechino sulla Nuova via della Seta, nota anche come Belt and road initiative. Il premier ha escluso che alla fine possa non arrivare la firma: «Non ci sono ragioni ostative per non finalizzare il lavoro compiuto in questi mesi». «L'Italia», ha precisato Conte sulla questione, «formalizza in modo trasparente la cornice entro cui avviare questa collaborazione», «senza mettere minimamente in discussione la sua collocazione euroatlantica».

LA RISPOSTA AI TIMORI DI SALVINI E USA

Ai timori del vice Salvini sull'accordo, il premier ha risposto: «Nessun rischio di colonizzazione. Le ragioni della prudenza sono pienamente condivise all'interno del governo: la tutela della sicurezza nazionale, anche sul piano economico, è un valore fondamentale che intendiamo rafforzare». E agli Usa, per i quali potrebbe risultare 'opaco', in riferimento alle parole del segretario di Stato americano Mike Pompeo, ha detto: «Nessun rischio del genere, come si potrà constatare dalla lettura dell'accordo».

SULL'INCOMPATIBILIT TRA IL NO ALLA TAV E IL PIANO CINESE

Non è singolare rinviare sulla Tav e poi dire sì al progetto Via della Seta?, gli viene chiesto. «La Tav ormai è un'ossessione nazionale. Ci sono centinaia di cantieri sul territorio che possiamo far ripartire grazie al decreto legge che anticiperà la riforma del codice degli appalti», ha chiarito, «già in settimana apriremo un tavolo con le Regioni, con Anci e con Ance per sbloccare le opere ferme in tutta Italia. Operiamo per un futuro di crescita e sviluppo e», ha concluso, «il memorandum con la Cina offre preziose opportunità per le nostre imprese».

BERLUSCONI: «LA VIA DELLA SETA È UNA SFIDA POLITICO MILITARE»

Di tutt'altro avviso l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenuto ai microfoni di Mattino 5: «È certamente una opportunità ma prevalgono in questo momento i rischi. Ieri (il 12 marzo n.d.r.) nel Parlamento europeo è accaduta una cosa positiva, ha approvato un documento che dice attenzione alla Cina perché c'è in atto una sfida sul piano commerciale ed economico. E fa intravedere che la sua è una sfida anche sul piano politico e anche militare». «Oltre alla guerra commerciale», ha aggiunto, «ricordiamoci che la Cina ha messo le mani sull'Africa, sono padroni dell'oceano Indiano e mezzo oceano Pacifico». «C'è progetto di egemonia globale che mette a rischio la nostra cultura», ha aggiunto.

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