Conte ha confermato l'intesa con la Cina sulla Nuova via della seta

Conte ha confermato l’intesa con la Cina sulla Nuova via della seta

15 Marzo 2019 18.16
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Il premier Giuseppe Conte ha confermato l'intesa tra Italia e Cina sulla Nuova via della seta. Il capo del governo ha scritto un post su Facebook per chiarire la questione, in vista dell'imminente visita nel nostro Paese del presidente cinese Xi Jinping: «L'Italia firmerà il memorandum d'intesa commerciale con la Cina nell'ambito di una cornice di vincoli, obiettivi e modalità di connettività euro-asiatica definiti dall'iniziativa Belt and Road». Il memorandum, secondo Conte, darà «nuovo impulso all'economia del Paese senza tralasciare la tutela degli asset strategici, che non saranno interessati dal memorandum. È anzi nostro obiettivo rafforzare il Golden Power per dare maggior peso e forza agli interessi nazionali».

L’Italia firmerà il memorandum d’intesa commerciale con la Cina nell’ambito di una cornice di vincoli, obiettivi e…

Geplaatst door Giuseppe Conte op Vrijdag 15 maart 2019

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Il memorandum, tuttavia, che sarà firmato a Roma il prossimo 23 marzo, non costituisce un accordo internazionale che potrebbe portare all'applicazione di diritti e obblighi sotto la legge internazionale. E nessuna parte del documento è da considerare come base di impegno legale o finanziario per le controparti. E allora cosa firmeranno Conte e Xi Jinping? Di fatto, il testo impegna i due Paesi a lavorare in sinergia per il progetto della Belt and Road Intitiative, ovvero la Nuova via della seta alla quale l'Italia è il primo, tra i Paesi del G7, ad aderire.

PREVISTE SEI AREE DI COOPERAZIONE

Il Memorandum prevede sei aree di cooperazione: dialogo sulle politiche; trasporti, logistica e infrastrutture; rimozione di ogni ostacolo al commercio e agli investimenti; collaborazione finanziaria; connettività tra persone; cooperazione allo sviluppo nel rispetto dell'ambiente. In particolare il secondo punto prevede una «collaborazione allo sviluppo delle infrastrutture», tra cui investimenti, logistica e interoperatività, nelle aree di interesse reciproco come strade, ferrovie, ponti, aviazione civile, porti, energia – tra cui fonti rinnovabili e gas naturale – e telecomunicazioni. E sono proprio gli aspetti dell'interoperatività e delle tlc contenuti in questo punto ad aver fatto scendere in trincea la Lega. Con un'appendice: il dossier 5G, sul quale il pressing degli Usa è altissimo, non è citato nel memorandum. Sul punto, il governo ha primesso di rafforzare il Golden Power.

IL NODO DELLA COLLABORAZIONE FINANZIARIA

Il memorandum prevede inoltre una collaborazione su operazioni doganali e programmi di sviluppo sostenibile nel rispetto degli Accordi di Parigi, e forme di collaborazione finanziaria sulle quali si è soffermato con un articolo anche il Financial Times. Secondo il quotidiano britannico l'Italia, sulla scia del memorandum, starebbe valutando di sottoscrivere prestiti con la Banca degli investimenti cinese per le infrastrutture (Aiib). Una mossa, questa, che secondo il giornale permetterebbe a Roma di placare le preoccupazioni dell'Unione europea, visto che la Aiib fornisce prestiti rispettando gli standard internazionali. Nel testo italocinese, inoltre, si prevede che la collaborazione si attui «nel rispetto delle leggi e delle normative nazionali, coerenti con i rispettivi obblighi internazionali». Il documento prevede infine che le parti possano siglare accordi in settori specifici, anche per la creazione di strutture specifiche. Punto quest'ultimo a cui si agganciano i circa 50 accordi che sono in fase di negoziazione tra i due Paesi: 29 fra enti pubblici e ministeri e 21 tra imprese private e partecipate.

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