Nuovo Start per Obama

Redazione
22/12/2010

Via libera del Senato Usa, il 22 dicembre, al nuovo trattato Start sul disarmo nucleare. Il ministro degli Esteri russo...

Nuovo Start per Obama

Via libera del Senato Usa, il 22 dicembre, al nuovo trattato Start sul disarmo nucleare. Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha accolto con favore la decisione, puntualizzando che «alla Russia occorrerà tempo» per valutare i documenti e procedere a sua volta con l’approvazione definitiva che, secondo il calendario, potrebbe avvenire in primavera. Secondo il presidente americano Barack Obama si tratta del «più significativo accordo sul disarmo di questi ultimi anni», e l’intesa raggiunta tra maggioranza e opposizione «rappresenta un potente segnale bipartisan inviato al mondo». Obama ha parlato anche di una «stagione di progressi» verso la quale si sta avviando l’America.

Al Senato, il sì vince con 71 voti su 26

Obama, dopo la batosta delle elezioni di midterm del 2 novembre, ha concluso così l’anno con un altro successo. Per la ratifica del nuovo Start era necessaria la maggioranza del due terzi. Obiettivo non solo raggiunto ma superato visto che il Senato ha espresso 71 voti favorevoli contro 26, grazie alla decisione di dieci senatori repubblicani di appoggiare i democratici. È stato quindi ancora il compromesso con l’opposizione ad aver reso possibile questa vittoria, esattamente come era avvenuto per la proroga degli sgravi fiscali (leggi l’analisi del bilancio 2010 del presidente americano) e l’abolizione della “Don’t ask, don’t tell” (non te lo chiedo ma non me lo dire), riconoscendo appieno i diritti degli omosessuali nelle forze armate statunitensi.
VERSO IL 2012. A meno di colpi di scena difficili da escludere negli Stati Uniti, Obama affronterà la seconda metà del mandato, quello che deve portarlo alla rielezione nel 2012, con un panorama politico tutto sommato favorevole: governerà, è vero, pur avendo perso l’appoggio della Camera dei Rappresentanti e con una maggioranza risicata al Senato, ma sta guadagnando consensi (leggi l’articolo sui sondaggi in crescita per Obama).

Testate ridotte del 30%

La diminuzione delle testate nucleari non è proprio di ampio rilievo: è prevista una riduzione del 30% e si passerà, in sette anni, dalle 2.200 attuali a 1.550. Inoltre i vettori nucleari saranno portati a 700. Fatto sta che, come lo stesso New York Times ha ricordato è la prima volta che un presidente del partito democratico incassa una via libera alla riduzione dell’arsenale nucleare. È stata sempre una prerogativa delle amministrazioni repubblicane (Richard Nixon, Ronald Reagan e George Bush padre), mentre sul disarmo si erano spaccati i denti sia Jimmy Carter sul Salt II nel 1979, sia Bill Clinton sui test nucleari sotterranei alla fine degli anni ’90.
ORA TOCCA ALLA RUSSIA. In Russia i media hanno accolto come «storica» la ratifica dello Start II. Il presidente Dmitri Medvedev ha espresso la sua soddisfazione, mentre il presidente della Duma (Camera bassa), Boris Gryzlov, ha detto che l’accordo potrebbe essere ratificato dall’aula forse già entro anno. Secondo la portavoce del Cremlino Natalia Timakova, il presidente «ha espresso la speranza che la Duma e il Consiglio della federazione (Camera alta) siano pronti a esaminare e ad approvare il documento». La Duma inizierà a esaminare il testo del trattato nella versione approvata dagli Usa il 24 dicembre e una ratifica potrebbe arrivare già prima del 31 dicembre
I PRECEDENTI. Acronimo dell’inglese Strategic Arms Reduction Treaty, gli Start sono i trattati internazionali con cui Stati Uniti e Russia hanno ridotto gli arsenali delle testate atomiche. Il primo trattato Start (l’unico effettivamente in vigore, scaduto nel 2009) fu siglato il 31 luglio 1991, cinque mesi prima del crollo dell’Unione sovietica, tra George Bush e Mikhail Gorbacev. L’accordo proibiva ai firmatari di detenere più di 6 mila testate nucleari e massimo 1.600 Icbm, missili balistici intercontinentali. Lo Start è stato il più vasto e il più complesso trattato di controllo sulle armi atomiche e, con la sua revisione finale nel tardo 2001, ha comportato l’eliminazione dell’80% delle armi nucleari in circolazione.