Obama nega le interviste: media infuriati

Redazione
18/08/2012

di Marcello Campo per Ansa. I corrispondenti dalla Casa Bianca sono sul piede di guerra contro Barack Obama e il...

Obama nega le interviste: media infuriati

di Marcello Campo per Ansa.

I corrispondenti dalla Casa Bianca sono sul piede di guerra contro Barack Obama e il suo staff.
La loro rabbia è montata da tempo, visto che da oltre due mesi il presidente non accetta domande dai cronisti che ogni santo giorno lo seguono in lungo e in largo per tutto il Paese.
INTERVISTE SOFT. Ma l’irritazione è esplosa nelle ultime ore, dopo che Obama ha accettato di farsi intervistare da una anonima stazione radio del New Mexico.
E in precedenza dalla rivista People e dal programma tivù Entertainment Tonight, una trasmissione leggera della Cbs.
In particolare, Chuck Todd della Nbc e Jake Tapper della Abc, durante uno dei briefing quotidiani alla Casa Bianca hanno vigorosamente espresso la loro insoddisfazione al portavoce Josh Earnest.
Poi, hanno chiesto quando è possibile per loro avere a disposizione il presidente. E Earnest, imperturbabile, ha risposto: «Al momento non ho in programma alcuna conferenza stampa».
ROTTURA CON L’UFFICIO STAMPA. Ennesimo diniego che ha reso ancora più difficili i rapporti. Ma pare che la macchina della propaganda obamiana non intenda cambiare la sua strategia.
Come ha fatto notare Politico.com, sono infatti convinti che esiste una fetta di pubblico che non legge il New York times e non vede i canali all news sul cavo, ma che invece ama programmi leggeri e talk show radiofonici.
«La gente si informa nelle maniere più diverse, non solo attaccati al computer o a Twitter. E noi vogliamo parlare anche a loro», si è difesa una portavoce obamiana, Jen Psaki.
POCHE CONFERENZE. Tuttavia, le cifre parlano chiaro: i predecessori di Obama, a questo punto della campagna, avevano fatto molte più conferenze stampa di lui.
George W. Bush e Bill Clinton rispettivamente 17 e 16, lui sinora appena 8. Il press corp, come viene indicato il gruppo degli inviati al seguito, ha protestato per il fatto che Obama, selezionando i suoi interlocutori, stia in questo modo riuscendo a evitare le domande più spinose, quelle sull’attualità politica.
Proprio pochi giorni prima, ai microfoni degli oscuri Kiki Garcia e Danny della radio Kob-Fm, rivelò di non aver mai ascoltato la versione originale della canzone Call me Maybe, ma solo il montaggio tratto dai suoi discorsi che da mesi impazza su internet.
Insomma, domande di colore e risposte altrettanto futili. Nel solo luglio, Obama è stato intervistato da 35 media, e ben 26 di questi erano tivù, radio e giornali tutti strettamente locali.
Alcune di queste testate esclusivamente sportive o che si occupano di cucina regionale.