Com'è andata l'occupazione in Italia nel quarto trimestre 2018

Com’è andata l’occupazione in Italia nel quarto trimestre 2018

19 Marzo 2019 11.11
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Ministero del Lavoro, Istat, Inps, Inail e Anpal hanno pubblicato la nota trimestrale congiunta sulle tendenze dell'occupazione riferita agli ultimi tre mesi del 2018. Dall'analisi incrociata dei dati emerge che le posizioni lavorative dipendenti, ovvero i contratti, sono cresciuti di 359 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2017. Sul totale dei contratti, 230 mila sono a tempo indeterminato e 129 mila a tempo determinato. L'occupazione a termine risulta, secondo la nota, «in progressivo rallentamento rispetto ai tre trimestri precedenti». L'analisi è interessante anche perché riguarda il periodo successivo all'entrata in vigore della legge di conversione del decreto dignità, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 9 agosto 2018, e perché prende in considerazione quanto accaduto da novembre in poi, una volta scaduta la fase transitoria prevista dal decreto stesso.

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MERCATO DEL LAVORO ALLINEATO ALLE DINAMICHE DEL PIL

Nel quarto trimestre 2018 si osserva una lieve diminuzione dell’occupazione rispetto al terzo trimestre. Gli effetti di trascinamento degli incrementi pregressi consentono comunque di registrare ancora una crescita a livello tendenziale, seppur rallentata rispetto al recente passato. Le dinamiche del mercato del lavoro risultano sostanzialmente allineate a quelle del Pil, anch'esse contraddistinte da un lieve calo congiunturale (-0,1% per il secondo trimestre consecutivo, dopo 14 trimestri di espansione) e da una variazione nulla nei confronti del quarto trimestre del 2017. Il tasso di occupazione destagionalizzato risulta pari al 58,6%, stabile in confronto al trimestre precedente. In questo contesto, l’insieme dei dati raccolti dalle diverse fonti consente di evidenziare i seguenti aspetti principali:

  • Prosegue la crescita tendenziale dell’occupazione dipendente in termini sia di occupati (+0,4%), sia di posizioni lavorative riferite ai settori dell’industria e dei servizi (+1,8%). Lo stesso andamento si riscontra nei dati del ministero del Lavoro tratti dalle Comunicazioni obbligatorie rielaborate (+358 mila posizioni lavorative nel quarto trimestre 2018 rispetto al quarto del 2017) e nei dati dell’Inps riferiti alle sole imprese private (+431 mila posizioni lavorative al 31 dicembre 2018 rispetto al 31 dicembre 2017). L’aumento tendenziale delle posizioni lavorative dipendenti interessa tutte le classi dimensionali d’impresa.
  • Per il lavoro indipendente, secondo l’Istat, prosegue la tendenza alla diminuzione congiunturale (-23 mila occupati, -0,4%) rallentando la crescita su base annua (+12 mila occupati, +0,2%).
  • Le posizioni lavorative dipendenti presentano, nei dati destagionalizzati, un incremento congiunturale nei settori dei servizi e nell’industria. Nel quarto trimestre 2018, in base alle Comunicazioni obbligatorie, le attivazioni sono state 2 milioni 476 mila e le cessazioni 2 milioni 396 mila, determinando un saldo positivo di 80 mila posizioni di lavoro dipendente. La crescita riguarda i servizi di mercato (+46 mila posizioni) e l’industria in senso stretto (+16 mila) mentre continua a ridursi l’agricoltura (-11 mila posizioni). Andamenti analoghi si riscontrano nelle posizioni lavorative dei dipendenti del settore privato extra-agricolo, dove la variazione congiunturale di +0,3% (+34 mila posizioni) è dovuta a un modesto aumento nei servizi (+0,3%, +27 mila posizioni) e nelle costruzioni (+0,3%, +2 mila) e a un ancor più modesto incremento nell’industria in senso stretto (+0,1%, +5 mila).
  • In termini di saldi tra attivazioni, cessazioni e trasformazioni, su base annua la dinamica delle posizioni a tempo determinato risulta ancora positiva (+129 mila), sebbene in progressivo rallentamento rispetto ai tre trimestri precedenti (+266 mila, +374 mila e +455 mila rispettivamente nel terzo, secondo e primo trimestre). Tale andamento si osserva anche nei dati Inps (+125 mila nel quarto trimestre 2018 rispetto a +240 mila, +369 mila e +501 mila) che comprendono anche il lavoro in somministrazione e a chiamata. Le posizioni lavorative a tempo indeterminato presentano un aumento nei dati delle Comunicazioni obbligatorie (+230 mila) in accelerazione rispetto ai tre trimestri precedenti (+122 mila, +71 mila e +21 mila); del tutto analogo è l’andamento registrato dai dati Inps (+306 nel quarto trimestre 2018, +155 mila e +66 mila nel terzo e secondo trimestre).

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MA LE ORE LAVORATE DIMINUISCONO

Per completezza d'informazione occorre tuttavia aggiungere che, a fronte dell’aumento delle posizioni lavorative, nel quarto trimestre 2018 le ore lavorate hanno registrato un calo per dipendente pari allo 0,2% su base congiunturale e allo 0,8% su base annua. Mentre il costo del lavoro è cresciuto dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,9% rispetto allo stesso periodo del 2017, sintesi di un aumento degli oneri sociali (+0,3% su base congiunturale e +4,5% su base annua) e delle retribuzioni (+0,3% su base congiunturale e +1% su base annua). Il dato sulle ore lavorate è importante perché nelle statistiche Istat viene considerato occupato anche chi ha svolto una sola ora di lavoro nella settimana di riferimento della rilevazione. Tuttavia, in termini di contributo alla produzione, è evidente la differenza tra posizioni lavorative a tempo pieno e posizioni a orario ridotto. Un calo delle ore lavorate, in altre parole, indica che i nuovi posti di lavoro sono prevalentemente part-time, volontario oppure no.

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