Ocse: la ripresa c’è ma è debole

Redazione
13/12/2010

L’economia mondiale è in ripresa, ma si tratta di un miglioramento debole e lento che va rafforzato con «un’agenda di...

Ocse: la ripresa c’è ma è debole

L’economia mondiale è in ripresa, ma si tratta di un miglioramento debole e lento che va rafforzato con «un’agenda di riforme orientata al futuro». A sostenerlo è l’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, nel suo ultimo rapporto economico pubblicato il 13 dicembre.
Nei sedici Paesi dell’euro, dice l’organizzazione, è in corso una «modesta ripresa», ma «i rischi rimangono». La posizione fiscale dei Paesi dell’area euro «è peggiorata sensibilmente», secondo l’organizzazione, e i Sedici  necessitano ora di «dettagliati e credibili piano di rientro pluriennali per stabilizzare le finanze pubbliche».
L’organizzazione ha rivisto il superindice previsionale, indicatore che raggruppa più indici e che segnala lo stato di salute dell’economia vista nel suo insieme, che a ottobre sale a quota 102,6, rispetto 102,5 di settembre. Ma il dato non è uguale per tutti: l’Italia, così come Canada e India, mostrano ancora «evidenti segnali di indebolimento», mentre «Stati Uniti, Cina e Francia evidenziano segnali di miglioramento rispetto al mese precedente».
Per l’eurozona, l’organizzazione ribadisce la necessità di un «consolidamento fiscale per stabilizzare i conti pubblici attraverso dettagliati e credibili piani di rientro pluriennali e altre misure che dovrebbero essere adottate per ridurre l’indebitamento a un livello più prudente».
Per l’area euro l’Ocse prevede tassi di crescita del Pil tra l’1,5 e il 2 per cento nei prossimi due anni, ma l’emergere di «ampi squilibri economici, di bilancio e finanziari tra Stati della regione richiede una agenda di riforme orientata al futuro». Gli Stati dovranno cioè procedere con riforme strutturali dei «mercati di lavoro e produzione di beni, volte a rafforzare la crescita e la competitività».