«Odio la devianza del Cav»

Redazione
01/02/2011

di Alessio Garofoli No alle coppie omosessuali. Motivo? «San Giuseppe era con Maria, non con Giovanni quando ha procreato nostro...

«Odio la devianza del Cav»

di Alessio Garofoli

No alle coppie omosessuali. Motivo? «San Giuseppe era con Maria, non con Giovanni quando ha procreato nostro Signore».
Fa rumore dentro Fli la sortita di Potito Salatto nell’agguerrita minoranza laica e libertaria tra i parlamentari e i diversi gay organizzati tra i sostenitori partito di Gianfranco Fini.
Eurodeputato, “ala destra” dei futuristi – ex democristiano sbardelliano, sta con Fini dal 1993 – Salatto non è nuovo a dichiarazioni forti.
A fine estate, propose che Berlusconi regalasse Bibbie alle amazzoni di Gheddafi in risposta all’islamizzazione dell’Europa vagheggiata dal Colonnello. «La famiglia, da noi, è fatta da uomo e donna. Mentre altre culture accettanno incesto e poligamia», insiste. E lo fa da cattolico, ma «non confessionale».
Domanda. Ma Fli non era una forza laica?
Risposta. Il nostro partito ha una componente laica ma anche una, ben visibile, cattolica. Uno dei motivi fondanti del nostro distacco dal Pdl è stata la mancanza di dialettica, che invece fa parte di Fli e anche del nuovo Polo per l’Italia. Come si è visto a Todi, con Rocco Buttiglione e Ciriaco De Mita che non hanno condiviso l’intervento di Benedetto Della Vedova (teso a smontare i «valori non negoziabili» della Chiesa, ndr). Del resto lo stesso Fini, pur con le sue idee, ha sempre lasciato alla coscienza individuale certi temi.
D. Fatto sta che Gaylib, associazione vicina a Fli, non ha gradito le sue parole.
R. Rispetto le loro posizioni, ma anche loro devono imparare a rispettare gli altri. Senza aggressioni, critiche isteriche o rancore. Io la libertà sessuale non la metto in discussione. Ma sono cattolico e per me la famiglia è anche un sacramento. E siccome non sono separato né divorziato lo posso ben dire. Però attenzione: io vengo dalla Dc e sono un cattolico laico, non confessionale. Poi ci sono i laici laicisti…
D. Ad esempio?
R. Della Vedova, anche per la sua storia politica di ex radicale. Ma rispetto anche lui.
D. Ma da cattolico laico, non vuole il matrimonio gay.
R. No, non sono d’accordo. Come non lo sono con le adozioni a coppie dello stesso sesso o con le lesbiche che si fanno i figli con l’inseminazione artificiale. E questo a tutela del bambino, che deve avere un padre e una madre. Così è nella nostra cultura. In altre, rispettabili, sono consentiti l’incesto e la poligamia. Da noi la famiglia è eterosessuale e monogamica: io la penso così. Anche con i fatti, a differenza di altri.
D. Si riferisce a Berlusconi.
R. Lasciamo stare, già è successo un pandemonio perché ho detto che Berlusconi è come Mubarak: solo che il leader egiziano ha usato un aereo per mettere in salvo la moglie, mentre al premier servirebbero i container…
D. Sul Cav ha commentato che anche l’eterosessualità «può essere devianza». Ritiene sia malato?
R. L’ha detto l’ex moglie… Io ho parlato di manifestazioni patologiche di qualunque tipo di sessualità. Ma scusi: è normale secondo lei vedere al gay pride quattro o cinque persone che si abbracciano? È normale Marrazzo che, dopo tutto quello che è successo, si fa riacchiappare ancora una volta con un trans?
D. Quindi Berlusconi si dovrebbe dimettere in quanto ‘sex addicted‘?
R. Diciamo che si dovrebbe dimettere perché, fatto salvo che ognuno a casa sua fa quel che vuole, come presidente del Consiglio è schiavo di se stesso e certi comportamenti lo rendono incompatibile con la carica che ricopre. Lei non può capire quante battutine e sorrisi sarcastici qui all’Europarlamento. Inoltre c’è la questione giudiziaria. Io sono stato lontano dalla politica per 16 anni: tanto è durato il processo di primo grado contro di me per abuso d’ufficio. E alla fine sono stato assolto. Perché lui non va in tribunale?
D. Insomma non è questione di morale.
R. Per quanto mi riguarda no. Si fa spesso l’esempio di Bill Clinton, a proposito di morale e moralismo. Ma mi scusi, Clinton la Lewinsky non l’ha fatta ministro né consigliere regionale.