Ok del Senato alla riforma Gelmini

Redazione
23/12/2010

Con  161 voti a favore, 98 contrari e 6 astenuti è stata approvata al Senato la riforma universitaria del ministro...

Ok del Senato alla riforma Gelmini

Con  161 voti a favore, 98 contrari e 6 astenuti è stata approvata al Senato la riforma universitaria del ministro Mariastella Gelmini. «Si risparmia drasticamente sulle università pubbliche si elargisce generosamente nei confronti degli atenei telematici e privati», ha commentato a caldo la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro, «questa riforma è la foglia di fico sui tagli che il governo ha impresso all’università e alla ricerca dopo averli impressi alla scuola. Una legge che si sovrappone a una vergogna».
LE REAZIONI. «Nei giorni scorsi, lei ha detto con compiacimento ‘qui finisce il ’68’», si è rivolta Finocchiaro al ministro Gelmini, «evidentemente non sa che anche lei ha un debito con il movimento delle donne che nacque nel ’68 e che le consente oggi di essere una giovane donna ministro di un grande paese. Dovrebbe avere orgoglio di questo».
Dopo un exursus sugli anni della Contestazione, la senatrice del Partito democratico, che ha votato compatto ‘no’ insieme all’Italia dei valori, ha citato il «sacrificio di Jan Palack», lo studente di Praga che si diede fuoco durante il movimento di protesta in Cecoslovacchia, provocando le reazioni di alcuni senatori del centrodestra.
«Non volete capire che gli studenti sanno leggere e scrivere, non bisogna spiegargli la riforma», ha aggiunto Finocchiaro, «l’hanno già letta ed evidentemente non l’hanno apprezzata».
GLI ASTENUTI. Nel primo pomeriggio il senatore Okar Peterlini aveva annunciato l’intenzione di astenersi dalla votazione della Südtirol Volkspartei (Svp) e Union Valdotaine, motivando così la decisione: «Quello degli studenti è un grido di dolore molto più ampio di quanto non sia legato al ddl di riforma dell’Università: vivono in un Paese dove non ci sono più prospettive».
Astenuto anche il gruppo Udc-Mre-Autonomie, che per bocca della senatrice Luciana Sbarbati ha annunciato: «C’ è uno scarso finanziamento della riforma che non ci consente di dare un voto positivo e quindi ci asteniamo».
Sbarbati ha invitato il ministro Gelmini a «istituire un tavolo permanente di consultazione, all’interno del quale siano presenti anche le rappresentanze degli studenti’ nell’ ambito di una necessaria strategia dell’ ascolto». Prima di diventare legge, il testo sarà firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.