Omaggi e regalie dall’Ilva

Redazione
20/08/2012

La lista Ilva degli «omaggi e regalie» 2010-2011 è lunga e varia. In due pagine c’è di tutto, meticolosamente segnalato...

Omaggi e regalie dall’Ilva

La lista Ilva degli «omaggi e regalie» 2010-2011 è lunga e varia.
In due pagine c’è di tutto, meticolosamente segnalato con un nome, una data e una cifra.
Così si legge: parrocchia dei Santissimi Angeli Custodi (2.500 euro il 19 ottobre 2010), Unione italiana per il trasporto degli ammalati a Lourdes (5 mila euro il 23 luglio 2010), Banda municipale del Comune di Crispiano (2.750 euro, il 31 dicembre del 2010), Lions Club locale (2.500 euro il 15 giugno del 2011), piccole società sportive come la Okinawa karate (4 mila euro il 31 maggio 2011). Presenti anche società per azioni, aziende informatiche, il Politecnico di Bari, centri culturali, un comitato per un non meglio precisato festeggiamento.
«RETE PER FARE PRESSIONE SULLE ISTITUZIONI». Come specifica il Corriere della sera, si tratta di soldi regalati o spesi per comprare pacchi dono. Fra i nomi delle società la Semat Spa, vanta le cifre più alte: da un minimo di 1.286 euro a un massimo di 64.341. Moltissime anche le spese sostenute per i pacchi-regalo di fine anno ai giornalisti.
Secondo la guardia di finanza le elargizioni non comportano alcun reato, ma sono comunque significative a indicare il budget a disposizione di Girolamo Archinà, il capo delle relazioni pubbliche dell’azienda accusato di fare pressioni sulle istituzioni per favorire l’acciaieria.
LA MAZZETTA DA 10 MILA EURO A LIBERTI. La lista è stata consegnata agli inquirenti da Francesco Cinieri, dal 1986 responsabile della contabilità dello stabilimento siderurgico.
E per i magistrati nell’elenco è presente anche la mazzetta da diecimila euro che Archinà avrebbe pagato al consulente tecnico della procura, Lorenzo Liberti, perché «addolcisse» le sue considerazioni sull’inquinamento.
Fatto che Liberti, nonostante sia stato filmato mentre ritirava una busta da Archinà continua a negare.
Nello specifico, nelle carte contabili dell’Ilva è presente un documento datato il 25 marzo 2010, allegato a una delle informative del caso giudiziario, in cui  Archinà chiede a Cinieri di «predisporre 10 mila euro da utilizzare per offerta alla Chiesa di Taranto in occasione della Pasqua».
Anche se l’arcivescovo ha confermato la donazione, per i finanzieri quelle due righe costituiscono l’alibi da parte di Archinà per giustificare il prelievo dei soldi.
INTERROGATO COME TESTIMONE CINIERI. Cinieri, che è stato sentito come testimone il 25 novembre scorso, ha spiegato che «almeno una volta all’anno, o a Natale o a Pasqua, viene fatta una erogazione, anche se per cifre che normalmente non superano i 5 mila euro. Se non erro non è mai avvenuto che ne sia stata fatta una da 10 mila euro».
L’uomo ha inoltre aggiunto che recuperò frettolosamente i 10 mila euro che Archinà voleva prima di partire per l’incontro con Liberti.
In seguito Cinieri, dinanzi i finanzieri negli uffici della direzione Ilva, ha passato in rassegna il documento, spiegando che «se la descrizione del beneficiario è ben specificata è perché da loro stessi è arrivata una richiesta formale. E in quel caso l’erogazione avviene tramite bonifico o assegno circolare non trasferibile».
Invece «se la descrizione del beneficiario non è specificata» ha poi aggiunto Cinieri «allora si tratta di uscite di cassa per contanti e significa che non c’è una richiesta preventiva ma che la richiesta avviene direttamente dalla direzione, per questo la causale è ‘spese di direzione’».
Proprio come figura la presunta mazzetta. E come sono stati contabilizzati il 14 aprile 2011, altri 10 mila euro, anch’essi sospetti per gli inquirenti.