Omicidio Alessandra Matteuzzi, condannato all’ergastolo Giovanni Padovani

Redazione
12/02/2024

L'uomo ha ucciso l'ex compagna la sera del 23 agosto 2022, con calci, pugni e colpi di martello. Alla corte ha detto: «Una persona normale non fa quello che ho fatto io, ma stavo male». Il sindaco di Bologna Matteo Lepore: «È una sentenza che rende giustizia alla vittima e alle donne di questa città».

Omicidio Alessandra Matteuzzi, condannato all’ergastolo Giovanni Padovani

Giovanni Padovani è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Alessandra Matteuzzi, ex compagna di 56 anni uccisa in via dell’Arcoveggio a colpi di martello, calci, pugni e con una panchina, la sera del 23 agosto 2022 a Bologna. L’ex calciatore ha ricevuto il massimo della pena, come chiesto dall’accusa, con tutte le aggravanti del caso: pregressa relazione affettiva, stalking, motivi abietti e futili e premeditazione. La decisione del giudice è stata commentata anche dal sindaco di Bologna, Matteo Lepore: «È una sentenza che rende giustizia alla vittima e alle donne di questa città». In tribunale è anche partito un applauso, poi smorzato dalle autorità presenti.

Padovani: «Stavo male, uno normale non fa ciò che ho fatto io»

Padovani ha parlato prima del verdetto davanti alla corte. L’uomo ha dichiarato: «Se quello che ho fatto pensate sia l’opera di una persona normale e non malata, allora datemi l’ergastolo. Oggi abbiamo perso tutti, è una disgrazia, e se devo pagare chiedo e pretendo di stare in carcere tutti i giorni della mia vita. Io non ero normale, la morte di Alessandra è un fardello troppo pesante da portarsi addosso, più dell’ergastolo. Una persona normale non fa quello che ho fatto io, ma stavo male. Fate giustizia perché Giovanni Padovani deve pagare, ma tenete conto che non ero io in quel momento….». Come riportato da Repubblica, Padovani aveva dichiarato in aula, prima della camera di consiglio: «Quello che ho fatto è orribile, ora l’ho capito. All’epoca ero malato».