Omicidio Marta Di Nardo: il killer doveva trovarsi in una Rems, ma non c’era posto

Redazione
23/10/2023

La misura di detenzione in una residenza psichiatrica giudiziaria, per violenza sessuale e lesioni, era rimasta ineseguita per «mancanza di disponibilità, nonostante i ripetuti solleciti del pm alle autorità di competenza».

Omicidio Marta Di Nardo: il killer doveva trovarsi in una Rems, ma non c’era posto

Domenico Livrieri, l’omicida di Marta Di Nardo uccisa e fatta a pezzi il 4 ottobre, doveva stare in una Rems, una residenza psichiatrica giudiziaria. Il 5 luglio 2021 gli era infatti stata applicata la custodia cautelare in carcere per violenza sessuale e lesioni, sostituita il 22 settembre 2021 con la misura della libertà vigilata  rilevata come «inadeguata al contenimento delle supposte esigenze».

La decisione del gup

Il 31 marzo 2022, il gup aveva pertanto sostituito la misura con la «detenzione» in una Rems che era «rimasta ineseguita per mancanza di disponibilità, nonostante i ripetuti solleciti del pm alle autorità di competenza», come riportato dal giudice Alessandra Di Fazio nella misura cautelare per il delitto.

Disposta una nuova perizia

Con la convalida del fermo disposto dal pm Leonardo Lesti, il gip ha stabilito anche che Livrieri, oltre a dover rimanere in carcere per omicidio, vilipendio e occultamento di cadavere, venga sorvegliato dai responsabili psichiatrici di San Vittore in attesa di una nuova perizia sul suo stato di salute mentale.

La relazione del Niguarda

Come riportato da Il Corriere della Sera, Livrieri era già stato sottoposto ad altre due perizie che avevano evidenziato una semi infermità mentale. Nello specifico, in una relazione dei medici del Niguarda, si afferma che «frequentava in maniera discontinua il Cps e non rispondeva alle terapie farmacologiche e soprattutto che non esistono terapie specifiche per il disturbo di personalità per il quale lo stesso è affetto». Ecco perché, come unica soluzione, era stato previsto il ricovero in Rems, mai eseguito.