Omicidio Sarah Scazzi

Redazione
08/10/2010

«L’avevo già toccata un’altra volta». Lo ha detto durante l’udienza di convalida del fermo Michele Misseri, l’uomo che ha confessato...

Omicidio Sarah Scazzi

«L’avevo già toccata un’altra volta». Lo ha detto durante l’udienza di convalida del fermo Michele Misseri, l’uomo che ha confessato di aver ucciso Sarah Scazzi, la nipote 15enne, il 26 agosto ad Avetrana (Ta). Misseri ha detto anche di aver bruciato la corda con la quale ha strangolato la nipote e ha spiegato agli inquirenti che nel garage in cui la ha attirata aveva a disposizione diversi tipi di corde: nel momento in cui ha deciso di uccidere la ragazza, ha preso la prima a disposizione e ha strangolato la quindicenne.
A quanto risulta dall’interrogatorio di garanzia, durato poco meno di un’ora, Misseri avrebbe fatto violenza sul cadavere della nipote in un casolare diroccato in aperta campagna, ad alcune centinaia di metri dal garage di casa in cui ha ucciso la ragazza. Nei pressi del casolare, vicino ad un albero di fico, l’uomo avrebbe bruciato i vestiti di Sarah. Poi avrebbe rimesso il corpo della nipote in automobile per recarsi nel podere a due chilometri dal paese e lo ha seppellito nella cisterna di acqua piovana interrata.  
C’é un piccolo giallo relativo al luogo nel quale l’uomo avrebbe ucciso la nipote. Il garage, adiacente all’abitazione del presunto omicida e nel quale la ragazza è stata strangolata, non è mai stato posto sotto sequestro, come è prassi in casi simili per le scene del crimine. Sul motivo della decisione gli inquirenti mantengono la massima riservatezza.
Durante il colloquio con gli investigatori, l’uomo, reo-confesso, ha confermato quanto confessato mercoledì nel lunghissimo interrogatorio presso la caserma del comando provinciale dei carabinieri e gli è stato contestato anche il reato di vilipendio di cadavere.
Dopo aver confessato il delitto (leggi l’articolo), lo zio di Sarah è stato rinchiuso nel carcere di Taranto e si trova nell’infermeria del penitenziario del capoluogo jonico, guardato a vista perché ha manifestato intenzioni suicide (leggi l’articolo). Per Misseri è stata disposta la vigilanza a vista con due-tre agenti per ogni turno che hanno avuto il compito di controllare l’uomo in ogni suo movimento. Pesantemente insultato dagli altri detenuti del penitenziario, da quando è in carcere non ha toccato cibo e a tratti ha pianto pronunciando frasi sconnesse. I detenuti lo hanno accolto battendo oggetti vicino alle sbarre e gridandogli: «bastardo», «devi morire», «ammazzatelo», «datelo a noi»..
Il sindaco di Avetrana ha proclamato il lutto cittadino per la giornata di sabato, quando saranno celebrati i funerali della ragazza (leggi l’articolo) alle 15.30 nel campo sportivo comunale della città.
Decine di persone sono rimaste in attesa dell’arrivo della salma di Sarah ad Avetrana: la camera ardente è allestita nell’auditorium «Caduti di Nassiriya», dove sono state poste anche alcune corone di fiori. I compagni di scuola della ragazza hanno portato un cartellone con la scritta: «Sarah ci manchi».