L’Oms verso il dietrofront: servono più mascherine

Redazione
03/04/2020

Uno studio del Mit sembra destinato a modificare le raccomandazioni diffuse finora: le goccioline emesse nell'aria da starnuti e colpi di tosse viaggerebbero nell'aria per distanze più ampie di quelle finora ipotizzate. Per questo sarebbe necessaria una maggiore prevenzione.

L’Oms verso il dietrofront: servono più mascherine

L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) potrebbe rivedere le sue raccomandazioni sull’uso delle mascherine alla luce dei risultati di un nuovo studio del Mit, secondo cui le goccioline emesse con un colpo di tosse o uno starnuto possono ‘viaggiare’ nell’aria per distanze ben più ampie di quanto si pensi: lo ha detto alla Bbc l’infettivologo David Heymann, presidente di un gruppo di consulenti dell’Oms che valuterà se – per rallentare la diffusione del virus – è necessario che un maggior numero di persone indossino le mascherine.

FINO A SEI O OTTO METRI DI DISTANZA

«L’Oms sta riaprendo la discussione esaminando le nuove prove per vedere se sia necessario un cambiamento nel modo in cui consiglia l’uso delle mascherine», ha detto Heymann, ex direttore dell’Oms che nel 2003 coordinò la risposta dell’organizzazione alla Sars. Attualmente l’Oms raccomanda una distanza minima di almeno un metro da una persona che tossisce o starnutisce e sottolinea che i malati o le persone che mostrano i sintomi della malattia dovrebbero indossare le mascherine. Il nuovo studio indica che le goccioline emesse con un colpo di tosse o uno starnuto possono raggiungere rispettivamente fino a sei e otto metri di distanza. Tuttavia precisa che le microparticelle più piccole possono ‘viaggiare’ nell’aria anche per distanze ben più lunghe.