L’Onu accusa anche Israele di crimini di guerra

Redazione
27/10/2023

Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani condanna la «punizione collettiva» messa in atto a Gaza dallo Stato ebraico. Mentre Amnesty International chiede «la fine del sistema di apartheid» di Tel Aviv, che replica: «Organizzazione antisemita».

L’Onu accusa anche Israele di crimini di guerra

Dopo il polverone sollevato da Antonio Guterres, Alto commissariato Onu per i diritti umani ha accusato Israele di commettere crimini di guerra nella Striscia di Gaza, avendo messo in atto una «punizione collettiva» della popolazione palestinese dopo il massacro compiuto il 7 ottobre da Hamas. Che, evidenzia l’agenzia Onu, continua a commettere crimini di guerra tenendo in ostaggio numerosi civili.

L’Onu accusa anche Israele di crimini di guerra, condannando la «punizione collettiva» contro i palestinesi messa in atto a Gaza.
Esplosione a Gaza City (Getty Images).

«Assedio di Gaza catastrofe umanitaria per 2,2 milioni di persone»

«La punizione collettiva da parte di Israele dell’intera popolazione di Gaza è un crimine di guerra, che deve fermarsi immediatamente», ha detto Ravina Shamdasani, portavoce dell’ufficio delle Nazioni Unite che si occupa di questioni umanitarie , nel corso di una conferenza stampa a Ginevra, sottolineando come «l’assedio completo» di Gaza sia «una catastrofe umanitaria per i 2,2 milioni di persone che vivono nella Striscia». L’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per i palestinesi, ha finora confermato la morte di 57 membri del suo staff a Gaza. Shamdasani ha precisato che anche i gruppi armati palestinesi continuano a rendersi colpevole di crimini di guerra, sferrando «attacchi indiscriminati» contro Israele e tenendo in ostaggio quasi 230 civili.

L’Onu accusa anche Israele di crimini di guerra, condannando la «punizione collettiva» contro i palestinesi messa in atto a Gaza.
Un membro dell’Unrwa a Gaza, a terra vittime palestinesi (Getty Images).

Le parole di Guterres che avevano indignato Israele

Le parole di Shamdasani seguono quelle di Guterres, fortemente contestate da Israele, pronunciate in apertura della riunione del Consiglio di Sicurezza Onu sulla crisi in Medio Oriente. In quell’occasione il segretario generale delle Nazioni Unite ha detto che l’attacco del 7 ottobre era arrivato a seguito di «56 anni di soffocante occupazione», aggiungendo che «le sofferenze del popolo palestinese non possono giustificare gli spaventosi attacchi di Hamas» e che, al tempo stesso, «quegli attacchi non possono giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese». A seguito di queste dichiarazioni, l’ambasciatore israeliano alle Nazioni Uniti, Gilad Erdan, aveva chiesto le dimissioni di Guterres. Il segretario generale dell’Onu si era poi detto «scioccato dal travisamento» delle sue parole, tornando poi a lanciare un appello per un immediato cessate il fuoco umanitario.

Tel Aviv attacca Amnesty: «Organizzazione antisemita» 

Anche l’organizzazione per i diritti umani Amnesty International ha accusato tutte le parti in conflitto di crimini di guerra, chiedendo un cessate il fuoco immediato nella Striscia di Gaza. «Nelle ultime due settimane e mezzo abbiamo assistito al dilagare dell’orrore su una scala inimmaginabile in Israele e nei Territori palestinesi occupati. Più di due milioni di persone nella Striscia di Gaza stanno lottando per sopravvivere a una catastrofica crisi umanitaria e il numero di vittime civili non ha precedenti. È necessaria un’azione urgente per proteggere i civili e prevenire ulteriori sofferenze umane», si legge in una nota. Le richieste dell’organizzazione non governativa includono anche la consegna senza ostacoli di aiuti umanitari a Gaza, il rilascio degli ostaggi presi dai militanti di Hamas e dei dei palestinesi «ingiustamente detenuti» da Tel Aviv. Inoltre, Amnesty chiede «la fine del sistema israeliano di apartheid». Alla richiesta di un commento, il portavoce del ministero degli Esteri israeliano Lior Hayat ha definito l’organizzazione «antisemita», accusandola di essere parziale nei confronti dello Stato ebraico.