Onu: «La situazione a Gaza è l’inferno sulla Terra». Nove famiglie su 10 non mangiano tutti i giorni

Ginevra Abeti
12/12/2023

La condizioni della popolazione sono sempre più gravi, tanto che due agenzie umanitarie delle Nazioni Unite hanno definito il loro lavoro quasi «impossibile». Mancano cibo, acqua, medicinali e sono almeno 220 mila i casi di malattie infettive.

Onu: «La situazione a Gaza è l’inferno sulla Terra». Nove famiglie su 10 non mangiano tutti i giorni

La situazione umanitaria nella Striscia di Gaza è sempre più grave, tanto che due agenzie delle Nazioni Unite, il Programma alimentare mondiale e l’Unrwa, hanno definito il loro lavoro quasi «impossibile». Il commissario generale dell’Unrwa Philippe Lazzarini ha dichiarato che i civili palestinesi «sono ovunque, vivono per strada, hanno bisogno di tutto, chiedono sicurezza e la fine di questo inferno sulla Terra», ha scritto il commissario per i rifugiati palestinesi su X.

L’85 per cento della popolazione a Gaza è sfollata e spesso vive per strada

Dopo la breve tregua delle scorse settimane per il rilascio di alcuni ostaggi, l’invasione di terra israeliana è ripresa e sono ricominciati con grande intensità anche i bombardamenti. Secondo quanto riferiscono le organizzazioni non governative e i giornalisti palestinesi presenti nella Striscia, c’è una grave mancanza di cibo, acqua medicinali. Carl Skau, il vicedirettore del Programma alimentare mondiale dell’Onu ha dichiarato che nove famiglie su 10 non riescono a mangiare tutti i giorni e che le operazioni militari hanno reso la consegna di aiuti «quasi impossibile». A questa situazione si aggiunge una rapida crescita della diffusione di malattie infettive tra la popolazione, che secondo l’Onu è per l’85 per cento (pari a 1,9 milioni di persone) sfollata, e spesso vive in rifugi per strada attrezzati di tende in condizioni igieniche critiche. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha segnalato almeno 60 mila casi di virus intestinali nei bambini sotto i cinque anni, e almeno 160 mila casi di infezioni respiratorie acute. 

Onu: «La situazione a Gaza è l'inferno sulla Terra». Nove famiglie su 10 non mangiano tutti i giorni
Una famiglia di palestinesi sfollati vicino alla città di Khan Yunis (Getty Images).

I civili si stanno dirigendo verso Rafah e l’Onu teme un secondo esodo

L’esercito israeliano attualmente si sta concentrando nella principale città del Sud della Striscia di Gaza, Khan Yunis, dove ritiene sino nascosti alcuni dei principali capi di Hamas. Secondo fonti dell’Onu riportate da Reuters, circa 245 mila palestinesi proveniente dal Nord si sono rifugiati nelle aree vicino a Khan Yunis, mentre altri stanno fuggendo a Sud verso il valico di Rafah, al confine con l’Egitto, in quanto al Nord c’è l’esercito israeliano e anche a Ovest il mare è controllato da Tel Aviv. Il valico di Rafah tuttavia è chiuso, e in questa parte di territorio sono già presenti circa 470 mila civili che erano fuggiti dalla parte settentrionale della Striscia. L’Egitto ha più volte espresso la sua contrarietà ad accogliere nuovi rifugiati palestinesi e chiede a Israele di non forzare un secondo esodo di civili dalla Striscia di Gaza, come avvenuto nel 1948. Una preoccupazione espressa anche dal segretario generale dell’Onu, António Guterres, e dal commissario generale dell’Unrwa Philippe Lazzarini, il quale ha accusato esplicitamente Tel Aviv di stare spingendo i civili verso l’Egitto. Il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, martedì 12 dicembre ha replicato alle accuse affermando che Israele «non ha intenzione di rimanere permanentemente a Gaza» dopo il completamento della sua campagna militare per eliminare Hamas. Lo riporta il Guardian.