Opel, è cassa integrazione

Redazione
24/08/2012

Più di 9.300 dipendenti coinvolti, sia nella linea di produzione, sia nella parte amministrativa e di servizio.

Opel. Venti giorni di cassa integrazione parziale a Rüsselsheim e Kaiserslautern.

Come annunciato da GiornaleMotori.it (leggi l’articolo) è crisi nera per la Casa automobilistica Opel, controllata tedesca della General Motors. L’azienda, in difficoltà dopo le dimissioni del Ceo Karl Strache e l’annuncio di un programma di 500 licenziamenti tra il top management, ha comunicato l’intenzione di ricorrere da settembre 2012 a 20 giorni di cassa integrazione parziale in due dei suoi siti in Germania, Rüsselsheim e Kaiserslautern.

MERCATO AL COLLASSO. «Il mercato automobilistico europeo è al collasso e le misure utilizzate fino ad ora per adattarsi ai cali di produzione non bastano più» ha affermato in una nota il responsabile del personale, Kimmes Holger .«Lo strumento della cassa integrazione parziale è al momento una buona misura da prendere per superare questa fase di debolezza del mercato e l’introduzione della cassa integrazione parziale garantisce posti di lavoro», ha dichiarato nello stesso comunicato il presidente Opel, Wolfgang Schäfer-Klug.

LE MODALITÀ. Opel ha previsto di utilizzare una cassa integrazione parziale sia per il segmento di produzione, a partire da settembre, sia per l’amministrazione e dei servizi, a partire da ottobre 2012. Circa 9.300 dipendenti sono destinati ad essere interessati dalla misura finanziata dal governo federale.
Ridotto l’orario di lavoro per complessivi 20 giorni entro la fine dell’anno. Una decisione presa in accordo con il sindacato metalmeccanico tedesco IG Metall.
Opel impiega presso la sua sede a Rüsselsheim 3.500 persone nella produzione e 3.300 nell’amministrazione. Il suo sito a Kaiserslautern impiega 2.500 persone.
I circa 7mila ingegneri dipendenti Opel centro di ricerca e sviluppo di Rüsselsheim non sono invece interessati dal provvedimento.