Open Arms, braccio di ferro sul porto aperto in Spagna

La Ong ha accettato la proposta di trasferire i 107 migranti ancora a bordo in un porto delle Baleari: Minorca o Maiorca. Ma rimane aperto il problema di come si debba procedere. Il ministro dei Trasporti Toninelli: «Usiamo la nostra Guardia costiera».

19 Agosto 2019 09.39
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Mentre si teme per un nuovo naufragio al largo della Libia con almeno 100 dispersi, dopo ore di stallo tra Madrid e Roma su come procedere allo sbarco di 107 migranti a bordo della Open Arms ormai da 19 giorni bloccata a pochi metri da Lampedusa. La Ong ha accettato la proposta di trasferire i naufraghi in un porto delle Baleari – Minorca o Maiorca. Ma le diplomazie si erano incartate anche sul trasporto verso le isole, fino a che la Spagna ha deciso infine di inviare una nave militare per recuperare i migranti e portarli a Maiorca.

LA SPAGNA INVIA UNA NAVE VERSO LAMPERDUSA PER IL RECUPERO

Il ministero della Difesa spagnola ha annunciato che la nave Audaz si sta preparando per far rotta verso Lampedusa (tre giorni di navigazione) e recuperare i migranti bloccati da 19 giorni sulla Open Arms, per poi portarli a Maiorca, nelle Baleari. La Audaz partirà alle 17 ora locale.

TONINELLI: «PORTIAMO NOI I MIGRANTI IN SPAGNA»

Per molte ore non si capiva come la situazione potesse essere risolta. Sulla questione era intervenuto il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli su Facebook, dicendo che dopo che la nave ha «incredibilmente rifiutato» di essere accompagnata in Spagna dalla Guardia costiera italiana «a questo punto facciamo un ulteriore passo in avanti: siamo disponibili a portare noi, con la nostra Guardia costiera, nel porto iberico che ci verrà indicato tutti i migranti che sono a bordo». Prima però «a sua volta la Spagna faccia un passo in avanti e tolga immediatamente la sua bandiera dalla nave Ong». Ma è stato lo stesso governo spagnolo poi ad annunciare l’invio di una nave della sua marina.

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NUOVO AGGIORNAMENTO SULLA OPEN ARMS Ci siamo messi a disposizione con la Guardia Costiera per accompagnare la Open…

Posted by Danilo Toninelli on Monday, August 19, 2019

CHIESTI A ITALIA E SPAGNA I MEZZI PER ARRIVARE ALLE BALEARI

L’organizzazione umanitaria aveva avvertito: «Se davvero un accordo è stato trovato, è indispensabile che Italia e Spagna mettano a disposizione tutti i mezzi necessari». Mettendo una serie di paletti: «Con la nostra imbarcazione a 800 metri dalle coste di Lampedusa, gli Stati europei ci stanno chiedendo di affrontare 590 miglia e tre giorni di navigazione, in condizioni metereologiche peraltro avverse, con 107 persone stremate e 19 volontari molto provati che da più di 24 giorni provano a garantire quei diritti che l’Europa nega». No dunque all’ipotesi di essere scortati dalle navi militari della Guardia costiera fino alle Baleari, perché «noi certamente non possiamo navigare con la situazione che c’è a bordo». Anche la seconda ipotesi, cioè quella di trasferire una parte dei naufraghi sulle navi militari, mentre il resto rimarrebbe sull’imbarcazione spagnola, è stata bocciata dalla Ong.

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Uno dei tre pulmini che ha portato 24 minori scesi dalla Open Arms alla nave Sansovino della Siremar per il trasferimento a Porto Empedocle.

La sensazione è che sia in atto un braccio di ferro tra il governo italiano, che vorrebbe definitivamente fuori dalle acque territoriali la Open Arms, e la Ong spagnola che, con il trasferimento dei 107 naufraghi, potrebbe riprendere la missione nel Canale di Sicilia. La Ong ha messo in campo due proposte: il trasferimento dei naufraghi in aereo o con traghetti di linea. «Per dare dignità a queste persone potrebbero trasferirli a Catania e da lì in aereo portarli a Madrid», hanno detto i responsabili di Open Arms. L’alternativa sarebbe usare dei traghetti e non di navi militari, «per fare viaggiare queste persone stremate in condizioni umane».

L’APPELLO DELLA COMMISSIONE EUROPEA

La portavoce della Commissione europea, Natasha Bertaud, ha lanciato un appello a tutte le parti in causa: «Chiediamo agli Stati membri e alle Ong di collaborare per trovare una soluzione che funzioni e che permetta uno sbarco immediato delle persone». Il commissario per le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos, negli ultimi giorni ha sollevato anche il caso della “Ocean Viking”, la nave norvegese con 356 naufraghi a bordo bloccata da una settimana fra Malta e Lampedusa.

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