Le cose da sapere sullo sbarco negato a Open Arms

Le cose da sapere sullo sbarco negato a Open Arms

22 Dicembre 2018 12.14
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La nave spagnola Open Arms con più di 300 persone a bordo «non ha un porto di sbarco e Malta nega l'approvvigionamento. È un'emergenza di Natale». È questo il drammatico appello lanciato su Twitter dall'Ong spagnola Proactiva che opera con Open Arms. L'Ong ha riferito di aver salvato il 21 dicembre 300 migranti a bordo di tre barche «in pericolo di naufragio». A bordo c'era anche un neonato di due giorni con la mamma, gli unici che sono stati fatti scendere nel corso della mattinata dalle autorità maltesi. Mamma e figlio sono poi stati trasferiti in ambulanza all'ospedale Mater Dei dell'isola.

SALVINI SU TWITTER: «LA PACCHIA È FINITA »

Sul caso è intervenuto il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che in un tweet ha scritto: «La nave Open Arms, di Ong spagnola con bandiera spagnola, ha raccolto 200 immigrati e ha chiesto un porto italiano per farli sbarcare, dopo che Malta (dopo aver fatto giustamente sbarcare una donna e un bambino) ha detto di no. La mia risposta è chiara: i porti italiani sono chiusi! Per i trafficanti di esseri umani e per chi li aiuta, la pacchia è finita».

«Matteo Salvini, la tua retorica e il tuo messaggio come tutto in vita finirà», ha replicato il fondatore di Open Arms Oscar Camps. «Però sappi che tra qualche decennio i tuoi discendenti si vergogneranno di ciò che fai e che dici». Intanto, dopo i 300 soccorsi da Open Arms, altri 33 migranti sono stati salvati al largo della Libia da Seawatch, un'altra delle Ong che ha ancora navi nel Mediterraneo centrale. «Seawatch ha appena concluso il soccorso di 33 persone in difficoltà», ha scritto la Ong su Twitter, chiedendo un «porto sicuro per loro e per le 311 persone a bordo di Open Arms».

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