I risultati dell’ispezione sulla Open Arms

Secondo gli ispettori non sembrano esserci emergenze sanitarie. Ora il procuratore aggiunto deve decidere se farli sbarcare.

18 Agosto 2019 12.32
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Ventisette sono già sbarcati, gli altri potrebbero farlo presto. Anche se non in Italia. La situazione sulla Open Arms è oggetto di un’ispezione condotta il 17 agosto dagli agenti della squadra mobile di Agrigento e da due medici dell’ufficio sanitario marittimo, i cui esiti saranno vagliati dal procuratore aggiunto Salvatore Vella per decidere se disporre lo sbarco immediato dei 107 migranti rimasti a bordo. Sebbene prime voci riportate dal quotidiano La Repubblica avessero parlato di «situazioni insostenibile», da nuove fonti non sarebbero emerse particolari criticità igienico-sanitarie da far scattare l’emergenza. La nave della Ong spagnola rimane alla fonda di Lampedusa, di fronte Cala Francese.

SANCHEZ APRE UN PORTO SPAGNOLO

A venire in soccorso a Open Arms e ai 107 migranti a bordo è la Spagna. Il premier Pedro Sanchez ha annunciato di aver offerto il porto di Algesiras, in Andalusia, per lo sbarco delle persone che da giorni attendono al largo di Lampedusa. «Ho indicato che il porto di Algeciras sia abilitato per ricevere OpenArms», ha scritto Sanchez su Twitter, «la Spagna agisce sempre nelle emergenze umanitarie. È necessario stabilire una soluzione europea, ordinata e di supporto, che guidi la sfida migratoria con i valori del progresso e dell’umanesimo dell’Ue».

SALVINI ESULTA: «CHI LA DURA LA VINCE»

La notizia dell’apertura di Sanchez è stata accolta come un successo personale da Matteo Salvini: «Chi la dura la vince: la Spagna ha aperto i porti. Non ho risposto agli insulti, alle minacce di morte. Si ragiona con calma e si lavora da ministro», ha detto il vicepremier e ministro dell’Interno in diretta Facebook.

OPEN ARMS ATTACCA SALVINI

Intanto non si ferma la polemica, nemmeno all’indomani della decisione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte di far sbarcare in Italia i 27 minori non accompagnati presenti sulla nave della Ong spagnola. E proprio da lì è arrivato un nuovo attacco al ministro dell’Interno Matteo Salvini: «Miserabile è chi utilizza 107 esseri umani ‘senza nome’ e dei [email protected] come ostaggi per fare propaganda xenofoba e razzista. Complici, tutti quelli che lo permettono e si prendono gioco del loro dolore», ha scritto in un tweet la Ong che da 17 giorni è in mare in attesa di un porto sicuro.

SALVINI REPLICA: «FINTI MALATI E MINORENNI»

Un’accusa a cui Salvini ha immediatamente replicato: «Da 17 giorni, invece di andare in un porto spagnolo, questi ‘signori’ tengono in ostaggio gli immigrati a bordo (fra cui finti malati e finti minorenni)», ha twittato il ministro dell’Interno, «solo per attaccare e provocare me e l’Italia. Non mi fate paura, mi fate pena. Io non mollo».

Il leader leghista ha dovuto ingoiare il boccone amaro della decisione di Conte, in quella che è sempre più una vicenda politica e giudiziaria, con la procura di Agrigento che ha aperto due fascicoli: uno per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e l’altro per sequestro di persona. Intanto 27 minori non accompagnati sono sbarcati anche se Salvini ha ribadito su Twitter che ben otto di questi avrebbero confessato ai poliziotti di essere maggiorenni. «Vedremo gli altri… Dopo i ‘malati immaginari’, ecco i ‘minorenni immaginari’! Mentre altri cedono, io non cambio idea».

OCEAN VIKING ANCORA IN STALLO

Restano invece in attesa i 356 a bordo della Ocean Viking. L’Unicef ha chiesto lo stesso trattamento riservato alla Open Arms anche per i 103 minorenni a bordo della nave di Sos Mediterranée e Medici Senza Frontiere. «Chiediamo protezione», ha spiegato il portavoce Italia Andrea Iacomini, «per tutti i minori, accompagnati e non. Auspichiamo che una decisione simile sia presa anche per i 103 minorenni che si trovano a bordo della Ocean Viking; tra questi, vogliamo ricordarlo, pare che soltanto 11 siano accompagnati da un genitore o tutore, gli altri sono arrivati soli». Per l’Unicef, ricorda Iacomini, «la priorità su tutto è salvare e proteggere la vita di questi bambini, molti dei quali sono fuggiti da violenze, conflitti e atrocità».

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