Opinione e liberazione

Edoardo Caprino
04/02/2011

Cl sgomenta: «Italia impantanata tra bunga bunga e annizero».

Opinione e liberazione

Comunione e liberazione batte un colpo. E che colpo. Sul numero
di febbraio di Tracce, la rivista ufficiale del
movimento fondato da Don Luigi Giussani, è possibile leggere un
commento sui fatti che vedono protagonista il presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi. L’incipit è una citazione delle
parole pronunciate dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente
della Conferenza episcopale italiana, in occasione dell’ultimo
Consiglio permanente Cei: «sgomento».
SGOMENTO, MALESSERE, DISAGIO. Nella nota si
legge la sorpresa per gli appartenenti a Cl, quale primo effetto,
per la valanga di fango e caos oggetto delle cronache nazionali
ed estere. Seguono la repulsione che viene a galla, la ribellione
per una battaglia politica fatta per via giudiziaria, la rabbia e
la pena per un Paese che avrebbe bisogno di tutt’altro e che
«si ritrova impantanato tra bungabunga e annizero», cui segue
il richiamo allo sgomento, al malessere, al disagio.

«L’illusione di potere tutto»

L’analisi è impietosa nei confronti di «un modo di trattare
cose e persone triste di suo» ancora più amaro se
«accompagnato dall’illusione di potere tutto» anche sfuggire
al tempo. L’analisi si rende ancora più amara prendendo a
oggetto il modus vivendi di alcuni (e alcune) in particolare
«per la menzogna di chi si aspetta che sia qualche busta piena
di euro intascati magari dando in cambio te stessa o spingendo
tua figlia a sgomitare per farlo».
RAPIDITÀ NELLE INDAGINI. Non manca al contempo
un giudizio negativo per gli avversari di Berlusconi che usano di
tutto per attaccare un avversario che non si è riuscito a
buttare giù a forza di voti. Scrivendo delle inchieste in corso
Tracce domanda chiarezza e rapidità nelle indagini. Una
rapidità che deve essere affiancata dal ritorno, per tutti, a
svolgere il proprio mestiere.
Il disagio di Cl non si ferma alla semplice questione morale; per
gli amici di Don Gius sorge la domanda «chi può salvarci da
questo»? La risposta viene dalla sfida che il cristianesimo
rinnova ancora oggi, da quel Cristo «unico che può generare una
morale». Ed è su questa base, per Cl, che la Chiesa ha sempre
giudicato la politica e i politici. Cl domanda alla politica non
tanto la salvezza, ma spazi di libertà che permettano la
salvezza della stessa politica.

Il richiamo al cristianesimo

Parole coerenti con gli insegnamenti di Don Giussani. Un richiamo
ai fatti di attualità che risponde alla domanda di tanti
aderenti al movimento che non si accontentavano più della
richiesta di sospensione di giudizio che diversi uomini politici,
a livello nazionale, locale e internazionale, vicini a Cl avevano
chiesto sui fatti di cui è protagonista Berlusconi.
MORALITÀ E DIGNITÀ IN POLITICA. La risposta
per uscire dalla crisi di questi giorni, il richiamo al
cristianesimo, promossa da Tracce evidenzia una coerenza
e un continuo richiamo alla loro stessa appartenenza.
Probabilmente la stessa proposta non troverà grandi accoglienze.
Ma il riferimento a Cristo si fa ancora più forte se si unisce
ai richiami e ai moniti che si sono susseguiti a livello di
Chiesa italiana e Vaticano in questi ultimi tempi.
La politica deve ritrovare la sua dignità e moralità. Le parole
più nobili sulla politica le ha espresse Paolo VI: «la più
alta forma di carità». Ma la carità è richiamo alla verità,
all’amore per il prossimo che, in una logica di «correzione
fraterna» (ecclesialese parlando), richiede anche
l’ammonizione e la censura. Tracce dice parole forte
nella sua analisi. Ora dalle parole occorre passare ai fatti.