Ora solare 2023: quando cambia e quando torna l’ora legale

Alle 3 di notte di domenica 29 ottobre l'orologio dovrà tornare indietro alle 2. Più luce al mattino e meno alla sera fino al 30-31 marzo 2024.

Ora solare 2023: quando cambia e quando torna l’ora legale

Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 ottobre le lancette degli orologi andranno spostate indietro di 60 minuti perché torna l’ora solare. Addio, definitivo, all’estate e alle sue lunghe giornate, con gli italiani che guadagneranno un’ora in più nella giornata di domenica: alle 3 di notte, infatti, l’orario dovrà tornare indietro alle 2. Questo passaggio porterà, come ogni anno, ad avere più luce al mattino e meno alla sera. Il ritorno all’ora legale, invece, è previsto nella notte tra il 30 e il 31 marzo 2024.

Si continua a discutere sull’eliminazione del doppio orario

Da anni, in Italia e in Europa, si discute della possibilità di eliminare il doppio orario, con il dibattito che aveva avuto una forte accelerazione prima dello scoppio della pandemia da Covid, ma che poi è stato in parte messo da parte. Favorevole all’ora legale fissa durante tutto l’anno è, tra gli altri, la Società italiana di medicina ambientale, Sima, che ha promosso, insieme con Consumerismo no profit, una petizione online per evitare il cambio di orario. La raccolta firme ha già ricevuto 330 miila sottoscrizioni.

Con l’ora legale fissa si risparmierebbero 204 milioni di euro all’anno

Il Sima sostiene che, mantenendo l’ora legale fissa, si potrebbero ottenere minori consumi di energia, con il risparmio che si fa corrispondere a circa 720 milioni di kwh. Da un punto di vista economico questo potrebbe voler dire ridurre la spesa totale per le tariffe delle luce di circa 204 milioni di euro all’anno. Dati, che se confermati, non possono essere sottovalutati, soprattutto considerando il difficile clima geopolitico e i conseguenti innalzamenti delle spese per l’energia.

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C’è poi anche l’aspetto ambientale da considerare. Per il presidente Sima, Alessandro Miani, l’ora legale fissa porterebbe a «benefici anche per l’ambiente e la salute pubblica» grazie al «massiccio taglio alle emissioni climalteranti pari a 200 mila tonnellate di CO2 in meno, equivalenti a quella assorbita piantando dai 2 ai 6 milioni di nuovi alberi e lo stop ai piccoli disturbi di alterazione del ritmo circadiano che oggi sperimentiamo nel passaggio da ora solare a ora legale e viceversa».

Per Terna con l’ora legale è garantito un minor consumo di energia 

Sulla stessa linea del Sima sono anche i dati di Terna, operatore indipendente di reti per la trasmissione di energia elettrica in Europa, che mostrano gli evidenti risparmi energetici dell’ora legale. Entrando nel dettaglio, nel periodo 2004 -2022 ha permesso un minor consumo di energia elettrica pari 10,9 miliardi di kWh, che tradotto vuol dire un meno 2 miliardi di euro di spesa per i cittadini.