Organi digitali

Redazione
26/12/2010

di Giuliano Di Caro La tecnologia, si sa, è un mondo in costante e fulminea evoluzione. In cui contemporaneamente si...

di Giuliano Di Caro

La tecnologia, si sa, è un mondo in costante e fulminea evoluzione. In cui contemporaneamente si esplorano miriadi di strade, talvolta le stesse da angolazioni diverse, altre volte in ordine sparso, a ognuno la sua. Lettera43.it ha selezionato per voi, nel calderone dell’innovazione tecno-digitale, alcune start up da tenere d’occhio nel 2011.

Primesense, il telecomando è il tuo corpo

Primesense è la più longeva delle start up della nostra ricognizione. Nei suoi cinque anni di vita l’azienda israeliana ha elaborato un sensore capace di tradurre i movimenti del nostro corpo in comandi per esplorare e mangeggiare ambienti digitali in 3D, lettori di musica, video e così via.
IL DEBUTTO NEI GIOCHI. L’irruzione di Primesense nel mainstream è però molto recente. Poche settimane fa, il sensore è stato integrato nella console di videogiochi Xbox, rivoluzionando il modo di pensare e interagire con i videogame. Il sistema di Primesense ha un vantaggio rispetto a tutti gli altri apparecchi simili in circolazione: sono migliaia, non una sparuta manciata, i punti di aggancio del dispositivo, capace già oggi di ricreare movimenti corporei estremamente complessi.
COME IN UN FILM. Le applicazioni possibili, è evidente, sono innumerevoli: videogiochi, spettacoli, navigazione del web, supporto ai disabili, home cinema. L’immagine di Tom Cruise che in Minority Report maneggiava una banca dati tridimensionale con i movimenti delle mani non è più un sogno remoto da appassionati di fantascienza.
www.primesense.com

Thounds, il Facebook dei suoni

Perché non inventarsi un Facebook della musica, dove le persone si scambiano suoni anziché fiumi di (spesso futili) parole? Un social network del genere esiste ed è nato dall’idea di un italiano: Francesco Fraioli, 25enne veneto. Si chiama Thounds, neologismo che incrocia thoughts e sounds, ovvero pensieri e suoni.
COMMUNITY SONORA. Un luogo virtuale in cui migliaia di utenti della community, provenienti da tutto il mondo, registrano suoni nella cantinetta di casa o per strada con l’iPhone e li condividono con altri, intrecciando dialoghi sonori. Il risultato? Di tutto: semplici schizzi sonori ma anche canzoni vere e proprie. Il sogno della musica open source e del social network dei suoni è nel mirino di molti: Thounds dovrà guardarsi le spalle dal concorrente tedesco Soundcloud, anch’esso molto intrigante. 
www.thounds.com

BridgeURL, il condensatore di link

Stufi di condividere contenuti online con quei link lunghissimi e antiestetici? BridgeURL si inserisce nel filone di Bit.ly, programma che già li accorcia. Ma BridgeURL ha un vantaggio fondamentale rispetto a tutti i suoi simili: permette, con un solo url, la condivisione di più link.
IL COMPATTATORE. Il meccanismo è semplice. Si va sul sito e si inseriscono, uno per riga, i link che si vogliono compattare. A questo gruppo si dà un titolo e il link rimanderà a una slideshow sulla quale scorrere i siti web linkati. Un esempio? Ecco una selezione di cinque pezzi della sezione WebNews di Lettera43.it, reperibili seguendo questo link: http://bit.ly/e8ELlz.
www.bridgeurl.com

Airbnb, dormi nel mio regno

Tre ragazzi di San Francisco hanno unito due mondi: quello nascente del coworking, l’affitto di spazi di lavoro inutilizzati a freelance, studenti e liberi professionisti, e la variegata costellazione del social networking per viaggiatori, imperniato sul passaparola e sul racconto.
SPAZI DA CONDIVIDERE. Il meccanismo di Airbnb (Travel like a human being) è semplice: chiunque, in ogni parte del mondo, può offrire il proprio spazio alla comunità, sia esso una camera da letto inutilizzata, un faro in Canada, un aereo/abitazione sospeso in aria in una foresta in Costa Rica, dentro a un mulino a vento con piscina sull’isola greca di Tiros, tra le mura dello sfarzoso Castello di Halifax, in bed and breakfast o villa superlusso. Chi affitta decide un prezzo e crea una galleria di immagini e video sul proprio spazio in affitto. Gli utenti si aggregano in gruppi (amanti del vino, fotografi, ex studenti di harvard, geek in trasferta e così via) e si scambiano dritte e suggerimenti.
www.airbnb.com

Boku, paga col cellulare

Nel 2010 con Paymo, il sistema di pagamento di Boku per l’acquisto di beni online e virtuali, gli utenti hanno fatto una transazione al secondo. Il meccanismo è intrigante perché evita al consumatore di immettere il proprio numero di carta di credito per ogni acquisto sul web ed è semplicissimo pagare, basta immettere il numero di cellulare e mandare un messaggio di conferma (guarda la demo di Boku).
NEL MONDO 200 PARTNER. A conti fatti, è il sistema di pagamento sul web più sicuro possibile. E si sta diffondendo a ritmi forsennati. Nel 2010 il sistema ha raggiunto 60 Paesi nel mondo, ultimi arrivati Brasile e Israele, grazie agli accordi con gli operatori telefonici, quali Vodafone in Gran Bretagna e At&t negli Usa. Questi sono soltanto due dei 200 partner di Boku nel mondo: con un bacino di utenti potenziali di 2 miliardi di persone e una ormai consolidata capacità delle persone a ragionare secondo una logica di multi-piattaforma, nel 2011 Boku potrebbe sbancare il mercato. I rumour parlano addirittura di una corsa tra Apple e Google per acquisire la compagnia e il suo fulmineo sistema di pagamento.
www.boku.com

Moodstocks, cerca sul web con una foto

Le tre applicazioni per iPhone della suite Moodstock – Notes, Contacts e Shopper – si inseriscono in maniera innovativa nel filone delle app che fanno da ponte tra web e mondo degli oggetti. Sono ormai parecchie le applicazioni che permettono, fotografando il codice a barre di un prodotto, di reperire in tempo reale informazioni su quell’oggetto.
WEB E REALTÀ PIÙ VICINI. I fondatori di Moodstocks hanno portato questo meccanismo un passo più in là: perché scansionare il codice a barre quando si può fare una foto agli oggetti? Dalla fotografia di una borsa, una tazza, l’etichetta di un vino o un capo d’abbigliamento l’app setaccia le rete e fornisce in pochi secondi non soltanto le informazioni su quel prodotto, ma anche su altri prodotti simili, comparandone prezzo e qualità. Un meccanismo potentemente interattivo, che abbatte l’ennesimo mattone del muro che separa device digitali e mondo reale.
www.moodstocks.com

CraneTV, un videomagazine interattivo

La veste grafica è ancora parecchio migliorabile, ma è comprensibile: è online soltanto da ottobre. La svizzera CraneTv, videomagazine di cultura contemporanea e lifestyle, è però sotto i riflettori di mezza Europa, con particolare attenzione da parte dei caporedattori delle testate continentali. Intanto perché punta alla fusione tra testo scritto e contenuti video, cruciali nell’epoca della fruizione veloce di contenuti.
IN NOME DEL LUSSO. Ma soprattutto perché il modello che stanno creando è alquanto interessante: un articolato sistema di rapporti con i magazine del lusso pensati per un cittadino globale, l’introduzione dell’interattività nei video, una raffinata piattaforma e strategia di monetizzazione dei propri contenuti radicalmente altra rispetto ai media tradizionali sul web, che si battagliano esclusivamente a colpi di cifre di utenti unici. L’idea è creare dei contenuti extra premium e on demand, a pagamento, customizzati sulle caratteristiche e le preferenze dell’utente/videolettore.
www.crane.tv

Envolve, a ogni sito la sua chat

L’instant messaging, da Msn a Skype fino alla chat di Facebook, è entrato ormai compiutamente nelle abitudini di decine di milioni di persone. Chattiamo però attraverso i social network con i nostri contatti, oppure secondo una logica di incontro completamente casuale, come in chatroulette.
INTERESSI IN COMUNE. Envolve ha sviluppato un plugin facilmente integrabile e personalizzabile in ogni website che genera una chat sulle pagine visitate: si chiacchiera e ci si conosce cioè per via dell’interesse comune verso ciò che stiamo leggendo o guardando. Nata a luglio, la start up statunitense vanta già la presenza su 6 mila siti e intende dare l’assalto nel 2011 alle web community tematiche: appassionati di sport, di musica, videogiochi e condivisione di foto e video. Tutti interconnessi mentre visitano la stessa pagina, come fossero a un concerto o allo stadio.
www.envolve.com

DunkTank, il divertimento di fare beneficenza

Raccogliere soldi per beneficenza, anche all’epoca di internet, non è comunque cosa facile. Tocca dunque inventarsi nuove forme di fundraising per sfruttare le potenzialità caritatevoli degli utenti web. L’idea di DunkTank è giocare a una sorta di solidale truth or dare, cioè sfidare gli altri a fare qualcosa, solitamente di bizzarro e divertente.
PENITENZE 2.0. Funziona così: sul sito nomini l’organizzazione di beneficenza per cui intendi raccogliere soldi e fissi una cifra da raggiungere. Una volta tagliato il traguardo delle donazioni, sarai obbligato a mantenere il dare, la promessa fatta al gruppo di parenti e amici a cui hai chiesto di fare una donazione: girare vestito in stile anni ’80 per due settimane o, come ha fatto il fondatore del sito, agghindato in abiti da cow boy per un mese, che ha documentato il suo dare caricando video di YouTube sul suo blog su Tumblr. 
www.mydunktank.com