Oscar, il presidente dell’Academy sotto indagine per molestie

Redazione
16/03/2018

Un nuovo possibile scandalo rischia di travolgere Hollywood. John Bailey, il presidente dell'Academy of Motion Picture Arts and Science, l'organizzazione...

Oscar, il presidente dell’Academy sotto indagine per molestie

Un nuovo possibile scandalo rischia di travolgere Hollywood. John Bailey, il presidente dell'Academy of Motion Picture Arts and Science, l'organizzazione che assegna gli Oscar, è accusato di molestie sessuali. Secondo le indiscrezioni riportate da Variety e Hollywood Reporter, l'Academy ha ricevuto tre denunce il 14 marzo e ha subito avviato un'indagine interna. L'associazione si è limitata a dire di «trattare tutte le denunce in modo confidenziale così da tutelare tutte le parti. Le denunce contro componenti dell'Academy vengono riviste e valutate in base ai nostri Standard di Condotta e, una volta che l'esame è completato, le indicazioni vengono presentate al board. Non rilasceremo ulteriori commenti fino a quando l'esame sara' completato».

BAILEY ELETTO PRIMA DELLO SCANDALO WEINSTEIN. Bailey, veterano del settore, ha assunto l'incarico di presidente degli Oscar lo scorso 8 agosto, prendendo il posto di Cheryl Boone Isaacs. I suoi mesi alla guida sono stati caratterizzati dallo scandalo del produttore Harvey Weinstein, che ha dato il via libera ai movimenti #MeToo e Time's Up, la cui onda lunga si fa sentire in tutte le industrie non solo Hollywood, dove comunque ha già fatto cadere importanti teste, quali Kevin Spacey e James Toback.

NUOVE REGOLE ANTIMOLESTE ALL'ACCADEMY. Dopo aver cacciato Weinstein, Bailey era corso ai ripari con l'adozione da parte dell'Academy di un nuovo codice di condotta, con l'obiettivo di facilitare la possibilità di denunciare molestie e abusi sul posto di lavoro. È stata anche istituita una task force che ha il compito di decidere quali passi compiere di fronte ad eventuali accuse e denunce mosse a membri dell'Academy. Bailey aveva comunque precisato che l'obiettivo non era quello di diventare una «corte inquisitoria» ma quello di sostenere le parti più deboli.

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