Pa, la ministra Madia vuole assumere più di 2 mila persone

Pa, la ministra Madia vuole assumere più di 2 mila persone

27 Febbraio 2017 15.47
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La Pubblica amministrazione italiana riapre le porte alle assunzioni. È infatti pronto il decreto che autorizza oltre 1.300 contratti e dà il via libera all'ingresso di altre 800 nuove leve. Un pacchetto da più di 2 mila posti di lavoro, previsto da un decreto della presidenza del Consiglio, già siglato dalla ministra Marianna Madia e ora in attesa della firma del titolare dell'Economia, Pier Carlo Padoan.

INFORNATA PER BENI CULTURALI, GIUSTIZIA E INPS. «Abbiamo concluso la più grande operazione di mobilità mai fatta in Italia. Dalle Province sono state ricollocate 20 mila persone e adesso possiamo ricominciare ad assumere in modo regolare», ha spiegato Madia ospite di Porta a Porta. Nel dettaglio sono 1.315 le nuove assunzioni autorizzate, tra cui spiccano le infornate per il ministero dei Beni culturali (301), l'Inps (259) e il ministero della Giustizia – dipartimento dell'amministrazione penitenziaria (130).

LO SBLOCCO NON CONTEMPLA POLIZIA E SCUOLA. Degli altri 788 posti per cui c'è l'ok al bando, per oltre la metà (407) è già previsto anche il sì all'immissione. Quanto alle risorse, le coperture sono rappresentate dai budget accumulati nel corso degli anni. Lo sblocco non contempla i corpi di polizia, per cui le autorizzazione erano già arrivate. E nemmeno il mondo della scuola, che ha potuto contare sul cosiddetto concorsone.

STRETTA SUI FURBETTI DEL CARTELLINO. Fin qui le assunzioni. Ma è caldo anche il tema dei licenziamenti, soprattutto dopo la vicenda dei furbetti del cartellino all'ospedale Loreto Mare di Napoli. Per la ministra Madia bisogna essere «molto rigorosi», anche responsabilizzando i dirigenti. I quali, se non agiscono di fronte ad una prova schiacciante, rischiano loro stessi il licenziamento secondo le nuove regole sul procedimento disciplinare lampo.

SOSTITUIRE IL BADGE CON LE IMPRONTE DIGITALI? Ma, avverte Madia, la legge non può evitare l'esistenza di «alcuni dipendenti infedeli». Serve quindi uno «sforzo collettivo», che coinvolga i dirigenti e arrivi fino alla classe politica. Sull'ipotesi del governatore campano Vincenzo De Luca, che ha proposto di sostituire il badge con le impronte digitali per impedire le truffe, la ministra ha risposto con un «nulla osta», mettendo però in guardia dal rischio di dare vita a uno «Stato di polizia».

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