Trump minaccia lo stop al cavo per i dati tra Usa e Cina

ll Pacific Light è un'iniziativa di Google, Facebook e della cinese Dr. Peng Telecom & Media Group che è partner di Huawei. E bloccarlo potrebbe diminuire il controllo statunitense sul flusso di informazioni tra Los Angeles e Hong Kong, le due nazioni e quindi le due economie.

28 Agosto 2019 19.16
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Nella guerra commerciale fra Stati Uniti e Cina il capitolo hi tech sta diventando sempre più cruciale per capire chi guiderà il mondo del futuro. Oltre a Huawei, nel mirino di Washington è finito l’ambizioso progetto per l’installazione di un cavo sottomarino per i dati fra i due Paesi. Un progetto che l’amministrazione Trump minaccia di bloccare sulla base di timori per la sicurezza nazionale. Il Pacific Light è un’iniziativa di Google, Facebook e della cinese Dr. Peng Telecom & Media Group: una sua eventuale bocciatura, ha riportato il Wall Street Journal, sarebbe la prima nella storia americana sulla base della sicurezza nazionale, e segnalerebbe un irrigidimento delle autorità americane verso progetti riguardanti la Cina o con partner cinesi.

DR PENG: QUARTO GRUPPO DI TLC E PARTNER DI HUAWEI

A preoccupare Washington è il fatto che la cinese Dr Peng, il quarto maggiore operatore di telecomunicazioni del Dragone, ha legami con il governo cinese e con Huawei, segnalata sul sito della società come partner. Dr Peng, che vanta interessi anche nel settore della sorveglianza tecnologica, nel 2014 ha firmato un accordo di cooperazione strategica con Huawei per il cloud computing, l’intelligenza artificiale e la tecnologia 5G. Sul possibile blocco del progetto peserebbero anche le tensioni a Hong Kong, dove da mesi si susseguono manifestazioni di piazza per protestare contro le ingerenze di Pechino.

UNO STOP CONTROPRODUCENTE PER GLI USA?

I sostenitori dell’iniziativa ritengono che il nuovo cavo consentirebbe agli Stati Uniti un maggiore controllo sul flusso dei dati visto che le autorità potrebbero costringere le aziende ad accettare alcune condizioni per proteggere la sicurezza. Inoltre, vista la necessità di una maggiore capacità per i dati fra le due sponde del Pacifico, anche in caso di bocciatura del progetto il flusso troverebbe altri modi per viaggiare fra i due Paesi, probabilmente attraverso infrastrutture che non sono sotto la giurisdizione americana.

GIÁ INSTALLATI 10.940 CHILOMETRI DI CAVI

Al progetto, dal costo stimato di 300 milioni di dollari, intanto si continua a lavorare in base a un permesso provvisorio la cui scadenza è in settembre: sono stati finora installati 10.940 chilometri di cavo su un totale di 12.800, e il servizio – riferisce la Pacific Light Data Communication, la società di Hong Kong che gestisce il progetto – è pronto a partire in dicembre o gennaio. Ma ora tutto è in dubbio.

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