«Spadafora intervenga sulla carta d'identità con padre e madre»

«Spadafora intervenga sulla carta d’identità con padre e madre»

05 Aprile 2019 15.02
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Sulle carte d'identità dove tornano "padre" e "madre" al posto di "genitori" è assedio al governo da parte delle associazioni Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender). Famiglie Arcobaleno ha già annunciato l'impugnazione del decreto e adesso arriva un appello da parte di tutte le sigle al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Vincenzo Spadafora, che ha la delega alle pari opportunità. In sostanza le associazioni gli chiedono di passare dalle parole ai fatti, arginando la spinta della Lega verso riforme considerate discriminatorie e liberticide.

«IL GOVERNO NON È UN INTERLOCUTORE AFFIDABILE»

«L'attuale governo non si dimostra un interlocutore affidabile perché, al di là delle dichiarazioni, non appare in grado di mettere in sicurezza i diritti delle persone Lgbtqi, non ne migliora le condizioni di vita e anzi le peggiora – scrivono le associazioni che giudicano – essenziale un chiarimento politico del governo di cui entrambi, lei e il ministro dell'Interno, con le rispettive forze politiche, siete espressione, affinché questa pagina odiosa venga cancellata».

«UNA MISURA CHE RICORDA PERIODI BUI DELLA STORIA»

Il decreto, sostengono le associazioni, è una misura «discriminatoria perché, quali che siano gli orientamenti politici e legislativi per il futuro, le famiglie omogenitoriali già esistono ed esistono i figli e le figlie di quelle famiglie che, grazie alla giurisprudenza o all’azione degli uffici anagrafe dei Comuni più lungimiranti, sono oggi, anche per la legge, figli e figlie di entrambe le figure genitoriali. Figure genitoriali che invece, al di là del genere di appartenenza, sarebbero oggi costrette a rientrare nella categoria inflessibile di “padre“ e “madre”, dando luogo a un’invisibilità, a uno stigma e a un marchio che ricordano periodi bui della storia».

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