Famiglie Arcobaleno contro Salvini sulle carte d'identità

Famiglie Arcobaleno contro Salvini sulle carte d’identità

04 Aprile 2019 06.07
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Famiglie Arcobaleno, l’associazione dei genitori omosessuali, annuncia che impugnerà al Tar il decreto del ministro Matteo Salvini (e di quello dell'Economia Giovanni Tria e di quello della pubblica amministrazione Giulia Buongiorno) che reintroduce i termini "padre" e "madre" sulle carte d'identità al posto di genitori, l'attuale dizione. Il decreto è del 31 gennaio del 2019 e della sua esistenza si è avuta notizia il 3 aprile con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Secondo l'associazione «il decreto è palesemente illegittimo e discriminatorio perché non permette di far coincidere lo status documentale con quello legale dei bambini e delle bambine che già oggi – attraverso trascrizioni di atti esteri o che sono stati adottati dal compagno o dalla compagna del genitore biologico grazie all’art. 44, lett d (adozione in casi particolari) – sono riconosciuti figli e figlie di due padri e due madri e di quelli che invece verranno riconosciuti in futuro».

«UN GOVERNO CHE SE NE FREGA DELLE FAMIGLIE»

Già il garante per la privacy, in un parere del novembre 2018, aveva bocciato l'idea di inserire i termini padre e madre sulle carte d'identità. «L’illegittimità del decreto è palese – sottolinea Famiglie Arcobaleno – in quanto un atto amministrativo non può contravvenire alle disposizioni di legge e alle sentenze dei Tribunali. La sua pubblicazione è quindi un atto di pura propaganda politica da parte di un governo dove, per restare alle ultime notizie di cronaca, il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana non sa di avere le deleghe per le adozioni e i fondi per il bonus baby sitter vengono cancellati impedendo alle madri lavoratrici di poter tornare serenamente al lavoro dopo la gravidanza, qualora lo desiderino».

«DA SALVINI PROPAGANDA CHE ALIMENTA L'ODIO»

«Questo a dimostrazione del fatto – conclude il comunicato – che il governo non aiuta le famiglie italiane ma perde tempo con puri atti propagandistici che hanno il solo effetto di rendere la vita di alcune cittadine e cittadini più difficili, spargendo odio e divisione in un Paese piegato in due da una crisi economica devastante le cui conseguenze pesano sulle vite di noi tutte e noi tutti».

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