Palermo, Marchetti: «Lascio per le nomine»

Redazione
20/08/2012

«Non c’è più alcuna corrispondenza tra quanto ci si era ripromessi di realizzare, quanto si sta concretizzando e quanto invece...

Palermo, Marchetti: «Lascio per le nomine»

«Non c’è più alcuna corrispondenza tra quanto ci si era ripromessi di realizzare, quanto si sta concretizzando e quanto invece è necessario attuare».
È uno stralcio della lettera di dimissioni da vicesindaco e assessore comunale al Bilancio inviata, nei giorni scorsi, da Ugo Marchetti al sindaco di Palermo, Leoluca Orlando.
NUOVE NOMINE NEL MIRINO. L’ex generale della guardia di finanza e magistrato della Corte dei conti ha spiegato in un’intervista al Giornale di Sicilia i motivi che lo hanno portato a lasciare il suo incarico. E ha puntato il dito soprattutto contro le nomine varate dalla giunta dei nuovi dirigenti delle aziende partecipate.
«Non si scelgono i responsabili di aziende pubbliche, che peraltro sono tutte sotto inchiesta della corte dei conti e che perdono circa 200 milioni l’anno, senza tenere conto di storie, capacità, di che cosa propongono e quale piano intendono attuare», ha scritto Marchetti sostenendo che «se ho un taxi e devo scegliere chi guida ci metto un amico, ma in un’azienda partecipata no, perché sto investendo e utilizzando soldi pubblici. Anche al tassista devo chiedere se ha la patente».
RINNOVARE I VALORI. A Orlando l’ex assessore, che giudica illegittima anche la nomina del nuovo direttore generale del Comune, ha scritto «ritengo sia necessario vivere in una nuova dimensione, in un rinnovamento valoriale e comportamentale che deve necessariamente filtrarsi attraverso una sorta ribellismo etico che si alimenta soprattutto di esempi».