Palestra, libri e computer: la cella ‘hotel’ di Breivik

Redazione
24/08/2012

Corsi di studio anche di livello universitario, attività ricreative, biblioteche e palestre: per i più reazionari la prigione di Ila...

Palestra, libri e computer: la cella ‘hotel’ di Breivik

Corsi di studio anche di livello universitario, attività ricreative, biblioteche e palestre: per i più reazionari la prigione di Ila – che ospiterà Anders Behring Breivik per i prossimi 21 anni e, forse, per il resto dei suoi giorni – è una struttura paragonabile a un ‘hotel a due stelle’ e quindi poco ‘adatta’ a rappresentare la massima punizione per un killer del calibro del ‘mostro’ di Utoya (guarda la photogallery).
Eppure questo carcere di massima sicurezza non è che un tassello del sistema giudiziario norvegese.
RIABILITAZIONE PRIMA DI TUTTO. Un sistema ‘avanguardista’ che, nel pieno rispetto dei diritti umani del condannato, punta decisamente alla sua piena riabilitazione.
Situato alle porte di Oslo, ex campo di concentramento durante l’occupazione nazista della Seconda Guerra Mondiale, la prigione di Ila ospita oggi i criminali più pericolosi della Norvegia.

Composta da 12 settori: può accogliere fino a 124 detenuti

È composta da 12 settori, può accogliere fino a 124 detenuti e vi lavorano 234 guardie di sorveglianza.
L’ultima fuga di un detenuto da Ila risale al 2004 ma l’uomo fu catturato dopo pochi minuti. Qui, sin dal suo arresto, Breivik ha trascorso gran parte del suo tempo, in rigoroso isolamento. E, dopo il verdetto di venerdì 24 agosto, il killer è tornato negli stessi alloggi che finora lo hanno ospitato.
LAVORA A UN’AUTOBIOGRAFIA. Lo spazio comprende tre celle, di otto metri quadrati ciascuna: una camera da letto, una mini-palestra e uno studio, con un computer non collegato alla Rete. Qui, secondo i suoi legali, Breivik starebbe lavorando alla sua autobiografia.
Il detenuto ha inoltre diritto a guardare la tivù e a scrivere lettere, oltre che all’accesso a un cortile esterno protetto da alti muri e filo spinato. Breiviki «ha dei diritti umani. E ciò riguardano un regime penitenziario umano», ha puntualizzato la portavoce di Ila, Ellen Bjercke, spiegando che l’ambizione è far uscire il killer dall’isolamento e permettergli l’accesso ai servizi riservati agli altri detenuti. 
SI PRODUCONO MOBILI E GUANTI. Servizi eccellenti, che comprendono corsi di studio di vario livello, palestre, attività nei laboratori della prigione in cui vengono prodotti mobili, cappelli e guanti. 
Insomma, chi voleva vedere Breivik ‘all’inferno’ resterà deluso. Neppure il killer di Utoya è riuscito a cambiare i cardini del sistema giudiziario norvegese.