Palio di Siena, 10 cose da sapere

La giostra storica più famosa del mondo in pillole.

02 Luglio 2019 14.26
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Il Palio di Siena è una delle più illustri manifestazioni culturali italiane che dura da secoli. Un’attesissima competizione tra contrade cittadine sotto forma di gioco equestre che ogni estate anima una caldissima piazza del Campo. Nel 2019 ha vinto la contrada della Giraffa al fotofinish, con il fantino Giovanni Atzeni e il cavallo Tale e Quale. Ecco 10 curiosità sulla storica competizione toscana.

1- IL PRIMO PALIO UFFICIALE SI TENNE NEL 1644

Il primo Palio fu indetto per celebrare la vittoria sulla rivale di sempre Firenze nella battaglia di Montaperti (1260), ma le corse cittadine di cavalli erano d’uso già dal secolo precedente sia da parte dei nobili che da quella del popolo. Tuttavia il primo vero Palio ufficiale risale al 1644.

2. LE CONTRADE FURONO ISTITUITE NEL 1729

La città di Siena è divisa in 17 contrade i cui confini furono stabiliti nel 1729 dalla governatrice della città, Violante Beatrice di Baviera. Esse sono Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone.

3. LA COMPETIZIONE SI TIENE DUE VOLTE L’ANNO, SEMPRE IN ONORE DELLA MADONNA

Il palio si corre due volte l’anno: il 2 luglio in onore della Madonna di Provenzano, il 16 agosto in onore della Madonna Assunta.

4. IL PALIO? UNA STENDARDO DI STOFFE PREZIOSE

La contrada che trionfa conquista il palio (dal latino pallium, mantello di lana), uno stendardo di seta dipinto a mano: vince il cavallo che, con o senza fantino, compie tre giri della piazza in senso orario.

5. OGNI CAVALLO DEVE ESSERE BENEDETTO PRIMA DELLA GARA

Nel lunghissimo pomeriggio del giorno del Palio, verso le 14.30, in ogni chiesa di contrada ha luogo la Benedizione del Cavallo: il parroco di contrada benedice con l’acqua santa il barbero (ossia il cavallo) che prenderà parte alla carriera al grido: «Va e torna vincitore». Nel caso in cui il cavallo defechi in chiesa, questo fatto è preso come un chiaro presagio di fortuna e di vittoria.

6. ESISTE ANCHE IL PALIO STRAORDINARIO

Il Palio straordinario si tiene nel periodo cha va da maggio a settembre e si tiene per festeggiare ricorrenze o giorni di festa particolari e non necessariamente si tiene a Siena. L’ultimo è coinciso con l’anniversario della fine della Grande guerra 15-18 e si è tenuto il 20 ottobre 2018 (vinto dalla Tartuca) 18 anni dopo quello allestito per l’avvento del nuovo Millennio, disputato il 9 settembre 2000 e vinto dalla Selva.

7. LA PRIMA A FARE IL ‘DOBLETE’ FU LA CIVETTA NEL 1761

La Contrada della Civetta è stata la prima a fare cappotto, ossia vincere sia il Palio di luglio che quello di agosto. L’impresa risale al 1761, quando la Civetta tornava a correre dopo 12 anni di squalifica dopo essersi rifiutata di correre al palio del 1749.

8. IL PALIO STRAORDINARIO DELLA PACE DEL 1945 FINÌ IN RISSA

Il palio straordinario del 1945 fu denominato Palio della pace per la guerra appena conclusa, ma fu una delle edizioni più violente. Vinse la contrada del Drago, ma il drappo fatto a pezzi da contradaioli inferociti della contrada del Bruco e vi furono tafferugli.

9. LE SANZIONI DEL PALIO: CENSURA, DEPLORAZIONE E SQUALIFICA

Secondo quanto stabilito dall’art. 97 del Palio di Siena, esistono tre ordini sanzionatori per le Contrade: censure, deplorazioni e squalifiche. Una deplorazione scatta dopo aver ricevuto quattro censure, mentre una squalifica scatta dopo tre deplorazioni. La sanzione più pesante di sempre è stata inflitta a Franco Casu e Maurizio Farnetani, che subirono ben 20 palii di squalifica nel 1996 e 1997.

10. LE DUE CONTRADE PIÙ VITTORIOSE SONO OCA E CHIOCCIOLA

L’albo d’oro del Palio di Siena vede in testa l’Oca con 65 vittorie, al secondo posto la Chiocciola con 51 vittorie e al terzo la Tortuca con 49. Agli ultimi posti, Leocorno (30 vittorie), Pantera (26 vittorie) e Aquila (24 vittorie). Dopo il successo del 2019, per Atzeni, detto Tittia, è la sesta vittoria al Palio di Siena. Alla Giraffa è andato quindi il drappellone dipinto dall’artista senese Massimo Stecchi, il suo 36esimo cencio: l’ultima volta aveva trionfato nel luglio 2017.

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