Chi può vincere la Palma d'oro di Cannes 2019

Chi può vincere la Palma d’oro di Cannes 2019

Almodovar super favorito, ma anche Malick e Loach e poi gli outsider e la Cina noir che non ti aspetti. Mentre Bellocchio si prende 13 minuti di applausi con "Il traditore". 

23 Maggio 2019 20.07

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Chi vincerà la Palma d'Oro 2019? La discesa in campo dell'atteso film di Quentin Tarantino, C'era una volta Hollywood, non cambia molto gli scenari del toto-palma di questa 72 esima edizione del Festival di Cannes che vede ancora fermamente in testa Almodovar con Dolor y gloria, poetica biopic del suo autunno creativo. E, sempre restando ai grandi vecchi, possibilità anche per il metafisico Terrence Malick che con The hidden life torna alla narrazione e ai suoi interrogativi esistenziali, ovviamente senza risposte. Infine Ken Loach con Sorry we missed you, film perfetto in quanto ad analisi dello status quo del capitalismo. Sul fronte Italia, aspettando le critiche internazionali, speranze per il nostro Marco Bellocchio e Il traditore applaudito per tredici minuti alla prémière e ancora di più per Pierfrancesco Favino, un Buscetta perfetto. Ma con una giuria composta a maggioranza di registi, attenzione più che mai agli outsider capitanati da due film: Parasite e Portrait of a lady on fire.

I DUE OUTSIDER CHE POTREBBERO CONQUISTARE LA GIURIA

Parasite di Bong Joon-ho è un film che sembra scritto per i festival. Ricchi contro poveri in Corea: i poveri puzzano un po' troppi per i ricchi, o almeno, è quello che capita nel film che si può sintetizzare come un Loach con finale tarantiniano. Portrait of a lady on fire di Céline Sciamma ha la particolarità poi di essere un film totalmente al femminile (nessuno uomo sulla scena, ma solo evocato). Il film racconta la storia di un'amicizia tra due donne, un'artista e la sua modella, un'amicizia che, lentamente quanto inesorabilmente, sfocia nell'amore più puro quanto sconveniente.

DAI MISERABILI DELLE BANLIEUE ALLA CINA NOIR DI THE WILDE GOOSE LAKE

Dopo queste teste di serie troviamo ancora come papabili Les Miserables, Atlantiques, e il cinese The wilde goose lake. Les Miserables di Ladj Ly ha la forza dell'attualità politica. Di scena bande delle banlieue parigine, ovvero gitani, fratelli musulmani, papponi, prostitute nigeriane, ladri e i poliziotti. Nessun ricco all'appello, solo gente che si arrangia, poveri, 'ultimi' che vivono nel quartiere di Montfermeil proprio dove era ambientato il romanzo di Victor Hugo. Atlantiques di Mati Diop, regista di origine senegalese, racconta non solo di boat-people che dal Senegal si imbarcano verso la Spagna, ma anche di chi resta e aspetta attraverso una storia d'amore. The wilde goose lake di Diao Yinan, thriller-noir, atmosfera che ricorda 'Blade Runner' (piove sempre), e l'anima nera, acida, della Cina di provincia. Una Cina piena di ruggine, muri sporchi, rumori, sparatorie, sangue, gente trapassata da ombrelli e anche con quel tanto di sesso che basta.

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