La battaglia sul pandoro tra M5s e Lega

21 Dicembre 2018 14.51
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Meglio il pandoro o il panettone? Domanda di rito, vecchia quanto la notte (di Natale) dei tempi. Fa pensare solo che alla disfida dolciaria si siano uniti, con il caos manovra, la ministra alla Salute Giulia Grillo – siciliana – e il sottosegretario alla Pa Mattia Fantinati, nato a Nogara, nel Veronese. Questione di grillini e di campanili, si dirà. I due pentastellati governativi dovrebbero però ricordare l'adagio: scherza coi fanti, ma lascia stare i dolci tipici. Anche perché, oltre alla Finanziaria delle cose "fatte", copyright Di Maio, in ballo in queste ore – e per volontà leghista – c'è anche il nodo dell'autonomia di Veneto, Lombardia, oltre che della rossa Emilia-Romagna. Sovranità regionale, insomma, di pandoro – milanese – e pandoro – veronese.

L'EXPORT MENSILE DEL PANIERE DELLE FESTE VALE 230 MILIONI AL MESE

Quando si parla di panettoni, pandori e panieri per le feste, Grillo e Fantinati dovrebbero anche ricordare che si sta parlando di un business da 230 milioni di euro al mese: tanto vale l'export mensile dei prodotti natalizi come reso noto dalla Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi in collaborazione con Promos. Dall'analisi di mercato Feste ed export: i prodotti italiani nel mondo emerge che il valore delle esportazioni nei primi nove mesi del 2018 è stato di 2,2 miliardi di euro, in crescita del 6,1% rispetto al 2017. Mica briciole o zucchero a velo, visto che è quasi quanto il governo deve trovare per riportare il deficit al 2,04%.

SE IL PANDORO «È SENZ'ANIMA COME IL PD»

Per riassumere la vicenda, ad agitare le acque è stata Grillo. «Tra panettone e pandoro preferisco il primo tutta la vita, perché il pandoro, diciamolo, è senz'anima secondo me. Un po' come il Pd… sì sì trasparente, senza sostanza. Che quando lo mangi ti rimane un pò pesante..», ha detto il 19 dicembre la ministra ai microfoni di Un giorno da pecora. Mentre il panettone sarebbe più simile al M5s: «Più saporito…». Apriti cielo. Il collega di partito Fantinati non l'ha mandata giù e da buon veneto ha invitato Grillo a Verona ad assaggiare il pandoro originale «che ci invidia tutto il mondo!».

INTANTO MELEGATTI RIPARTE

Altro che Global Compact, proteste degli Ncc, ire delle imprenditori…è qui che si gioca il braccio di ferro all'interno del Movimento. E dire che il M5s come la Lega da sempre sono in prima linea per difendere il made in Italy. Altro dettaglio: forse a Giulia Grillo è sfuggita la situazione drammatica di chi il pandoro lo produce, anzi secondo tradizione lo ha brevettato: la Melegatti. Che dopo il rischio fallimento, finalmente è riuscita a ripartire.

«Abbiamo sfornato 500 mila pezzi, è stata una corsa contro il tempo, ma volevamo comunque essere presenti per questo Natale», ha confermato Gianluca Cazzullo, ad dell'area commerciale. A ricordarlo alla ministra, è stata la dem Alessia Rotta. «La ministra della Salute ha perso un'occasione per tacere», ha twittato la vicepresidente dei deputati Pd. «Il pandoro fa parte della più alta tradizione dolciaria italiana di cui andiamo fieri. Se per lei "è come il Pd" allora siamo orgogliosi, come lo siamo di tutti quei lavoratori che hanno salvato la Melegatti».

A risponderle il sempre vigile Fantinati: «Che fai, polemica? Ma dai, su, lascia perdere il pandoro: preoccupati del panforte visto che sei stata eletta a Siena! La prossima volta fatti candidare in Veneto».

LA RIBELLIONE DEI LEGHISTI VENETI CONTRO LA MINISTRA

Ma mica la cosa si è chiusa qui. Il consigliere regionale della Lega Nord Alessandro Montagnoli ha definito le parole della ministra «offese ingiustificate, senza fondamento e intollerabili a una delle istituzioni della città di Verona, soprattutto a ridosso delle festività natalizie e in un momento in cui un’azienda della nostra città, storica produttrice, sta lavorando faticosamente per risollevarsi». «Le parole del ministro non possono passare sotto silenzio», ha continuato Montagnoli. «Il pandoro per Verona è un simbolo che ci viene invidiato anche all’estero. In un momento come questo, in cui le aziende, e tutte le famiglie che ruotano attorno a queste, fanno fatica e lavorano duramente per far fronte alla crisi e portare avanti una tradizione secolare, le parole di un rappresentante delle istituzioni come un ministro sono vergognose. Dovrebbe rettificare quanto detto e scusarsi con i pasticcieri che da settimane sono al lavoro e con l’intera città». Vuoi vedere che più che le Grandi opere, reddito di cittadinanza e condoni vari a far traballare l'esecutivo M5s-Lega sarà una fetta di pandoro?

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