Il film di Paola Cortellesi sfonda i 20 milioni di incassi, eppure il ministero della Cultura negò i finanziamenti

Redazione
24/11/2023

C'è ancora domani al box office è dietro solo a Barbie e Oppenheimer. Ma la pellicola il 12 ottobre 2022, prima dunque del giuramento di Sangiuliano, fu giudicata «opera di non straordinaria qualità artistica in relazione a temi culturali, a fatti storici, eventi, luoghi o personaggi che caratterizzano l'identità nazionale».

Il film di Paola Cortellesi sfonda i 20 milioni di incassi, eppure il ministero della Cultura negò i finanziamenti

C’è ancora domani di Paola Cortellesi ha sfondato il muro dei 20 milioni di incassi oltre ad aver riacceso il dibattito sulla violenza domestica e di genere. Cortellesi è la prima regista donna italiana a tagliare questo traguardo, raggiunto finora solo da 21 film e sette registi italiani. C’è ancora domani è diventato, inoltre, il terzo miglior incasso dell’anno dietro solo a Barbie e Oppenheimer, ed è entrato nella top 50 degli incassi della storia al box office italiano.

C’è ancora domani è al 49esimo posto nella classifica assoluta degli incassi in Italia

Una pellicola italiana non incassava così tanto da Tolo Tolo di Checco Zalone, che nel 2020 ottenne un formidabile incasso di 46 milioni di euro. Il film di Cortellesi si trova ora al 49esimo posto nella classifica assoluta dei maggiori incassi della storia italiana, superando La Bella e la bestia di Bill Condon che è al 50esimo posto con 20.508.534 euro. Insieme a Zalone, gli altri sei registi che hanno raggiunto il traguardo di Cortellesi sono: Gennaro Nunziante con Quo vado (65 milioni), Sole a catinelle (51 milioni) e Che bella giornata (43 milioni), Roberto Benigni con La vita è bella (31 milioni), Luca Miniero con Benvenuti al Sud (29 milioni), Aldo, Giovanni, Giacomo e Massimo Venier con Chiedimi se sono felice (28 milioni), Neri Parenti con Natale sul Nilo (28 milioni), Leonardo Pieraccioni con Il ciclone (28 milioni) e Paolo Genovese con La banda dei babbi natale (21 milioni).

Il ministero della Cultura ha negato i finanziamenti al film

E dire che la pellicola dei record era stata considerata «opera di scarso valore» dal ministero della Cultura, che negò i finanziamenti pubblici alla sua produzione. Come riportato da Repubblica, a farlo notare è stato  Alberto Pasquale, direttore dell’Umbria film commission, che in un post polemico su Facebook aveva scritto: «Oggi tutti bravi a cantare le lodi del film di Paola Cortellesi, ma per il Bando contributi selettivi 2022 – II sessione, nella categoria «produzione di opere cinematografiche di lungometraggio di particolare qualità artistica e film difficili con risorse finanziarie modeste», il progetto si è classificato al 51mo posto, l’ultimo, in quanto «opera non giudicata di straordinaria qualità artistica in relazione a temi culturali, a fatti storici, eventi, luoghi o personaggi che caratterizzano l’identità nazionale». Il film aveva partecipato al bando per le produzioni con un costo superiore ai cinque milioni, da sostenere con un contributo selettivo pubblico. Fonti ministeriali hanno spiegato che erano solo tre i film finanziabili per regolamento, ma ne erano stati presentati cinque: Rapito di Marco Bellocchio, Comandante di Edoardo De Angelis, Confidenza di Daniele Luchetti, Le assaggiatrici di Silvio Soldini e C’è ancora domani di Cortellesi, unica regista donna. I finanziamenti della commissione sono andati ai primi tre.

Il Mic: «La bocciatura risale al 12 ottobre 2022, Sangiuliano ha giurato il 22»

Immediata la risposta del Mic. «La decisione della commissione che ha bocciato il film di Paola Cortellesi porta la data del 12 ottobre 2022. Il ministro della Cultura allora in carica, che ha nominato la commissione, non era Gennaro Sangiuliano che ha giurato il 22 ottobre 2022», ha precisato l’ufficio stampa del ministero in una nota. «Le date non mentono. La bocciatura di questo film di grande successo, diventato il simbolo della lotta delle donne contro la violenza di genere, non è imputabile a un organismo nominato dal ministro Sangiuliano né è avvenuto in data in cui lui era in carica. Spiace, infine, che questa polemica sia inserita nel discorso più generale legato a questo importante tema. Il ministero della Cultura è in prima fila, con le sue nuove attività presentate qualche giorno fa insieme ai ministri Giuseppe Valditara ed Eugenia Roccella, per promuovere una cultura del rispetto e dell’educazione».