Il coming out della pallavolista azzurra Paola Egonu

04 Novembre 2018 15.55
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Con una lunga intervista al Corriere della Sera, la pallavolista Paola Egonu è tornata a far parlare di se. La schiacciatrice azzurra, protagonista dei Mondiali in Giappone e miglior realizzatrice con ben 324 punti, ha parlato delle emozioni e delle sensazioni dopo la bruciante sconfitta in finale contro la Serbia. Ma nella sua confessione, la giocatrice ha parlato anche della propria vita privata, dell'integrazione attraverso lo sport e della nazionale multietnica.

LA DELUSIONE MONDIALE CONSOLATA DALLA FIDANZATA

Subito dopo l'argento giapponese Egonu ha raccontato di essere «tornata in albergo e ho chiamato la mia fidanzata. Piangevo e lei mi ha consolata, mi ha detto che le sconfitte fanno male, ma sono lezioni che vanno imparate. E che ci avrei sofferto, però, poi, sarei stata meglio», ha raccontato parlando della sua relazione sentimentale. Salvo poi tornare sulla sconfitta: «Stavo male. Potevamo fare meglio».

«PER ME AVERE ORIGINI DIVERSE È NORMALE»

Per la pallavolista le parole di Mattarella dopo l'avventura giapponese sono state la riconoscenza per il duro lavoro, un esempio di «voglia di far bene anche in situazioni scomode e sempre mantenendo il rispetto degli altri». Per quanto riguarda l'onda di entusiasmo dell'Italia per la nazionale multietnica si è detta stupita: «Siamo italiane. Per me, avere origini diverse è normale». Un bambino, ha continuato «non s’accorge del colore che ha finché, a scuola, una maestra dice che è nero o giallo». Poi parlando della propria esperienza ha confessato: «Ho vissuto alcuni episodi di razzismo. È normale, ma non dovrebbe esserlo».

«L'AMORE È TUTTO»

Infine un passaggio sull'amore: «Cos'é? Non lo so. Lo sto scoprendo ora, forse. Penso che l’amore sia in tutto. La telefonata di un amico, le compagne di squadra che si interessano a te e tu a loro. Nasciamo con l’amore, perché nasciamo con nostra madre che ci riempie di baci e ci coccola e vorrebbe che fossimo protetti per tutta la vita. Solo che non sempre è così. Adesso però, almeno per ora, lo è», ha concluso.

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