Paolo Di Canio, tutti quelli che hanno attaccato Sky

15 Settembre 2016 08.38
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La sospensione di Paolo Di Canio da parte di Sky Sport è riuscita nell’impresa di mettere d’accordo Andrea Scanzi e Ignazio La Russa. Entrambi critici non del tatuaggio con la scritta ‘Dux’ esibito sul braccio (naturalmente destro) dall’ex calciatore, mentre girava su Facebook Live un video promozionale della sua nuova trasmissione, Di Canio Premier Show. Ma schierati contro la scelta del network di congelare la sua collaborazione.

Parliamo di Ignazio Benito Maria La Russa – che negli Anni 70, da segretario regionale del Fronte della gioventù, era solito scendere in piazza a Milano assieme ai suoi camerati, armati di catene e coltelli – e del noto polemista del Fatto Quotidiano, accomunati dall’uso della stessa parola: «Ipocrisia».
SCANZI: «NESSUNA NOVITÀ». «Dov’è la novità? Di Canio era così anche prima», scrive Scanzi. «Chi pretendeva in cambio di un contratto di cambiarne non solo la storia ma anche l’epidermide, ha tutto il mio personale disprezzo», gli fa eco La Russa.
I due sono in ‘buona’ compagnia. Ad attaccare Sky Sport, che si è mossa dopo le proteste della comunità ebraica e di moltissimi abbonati, è un arco di soggetti piuttosto variegato, che unisce personaggi pubblici e gente comune. Eccone alcuni, appartenenti alla prima categoria. Perché sarà pur vero (forse) ciò che Di Canio dice di sé («Non sono un politico, non sono affiliato a nessuna organizzazione, non sono un razzista e non condivido l’ideologia del fascismo, io rispetto tutti»), ma mentre la notizia finisce anche sul Guardian e sulla Bcc, come si colloca chi lo difende?
ANCHE FIORE CON DI CANIO. Fra costoro troviamo per esempio Roberto Fiore, fondatore del movimento neofascista Forza Nuova, ex terrorista di Terza posizione, condannato per banda armata, latitante a Londra e poi presidente della lega dei movimenti nazionalisti europei.

 

 

Oppure la testata Il Primato nazionale, sito web che prende nome dalla rivista edita negli Anni 40 e diretta dal ministro fascista Giuseppe Bottai, che pur presentandosi come «quotidiano online indipendente» è vicino a CasaPound, cioè al partito dei cosiddetti «fascisti del terzo millennio».

 

 

Non poteva mancare il conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani, che ha studiato al liceo classico Virgilio di Roma. Dopo aver raggiunto la fama, ricordando quegli anni, ha avuto modo di dichiarare: «Erano tutti di sinistra, io difendevo i fascisti».

 

 

Spuntano anche le quote rosa. Viviana Beccalossi, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia e assessore della Regione Lombardia, che in passato si segnalò per le critiche all’ex ministro Cécile Kyenge («Basta con il razzismo al contrario di cui è paladina», disse), su Facebook si è espressa così: «Di Canio uomo vero».

 

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