Paolo Grimoldi, il leghista scuola Bossi che va contro Salvini e il Ponte sullo Stretto

David Allegranti
04/01/2024

Ha fatto scalpore per aver detto che la mega infrastruttura è «una cagata pazzesca». Poi ha rincarato: «Nei sondaggi Matteo è superato da Fontana, che ha il carisma della mia tartaruga. In Europa il partito è in un gruppo di scappati di casa nazisti». E pensare che lui e il Capitano erano amici e convivevano a Roma. Antifascista, rottamatore, fondatore dei Giovani Padani: chi è il dissidente del Carroccio.

Paolo Grimoldi, il leghista scuola Bossi che va contro Salvini e il Ponte sullo Stretto

Chi della vecchia Lega Nord è cresciuto con Bobby Sands fa sempre una certa fatica a trovarsi a proprio agio nella Lega di oggi con Marine Le Pen. E anche uno come il 48enne Paolo Grimoldi, milanese e leghista dal 1991, che è stato deputato dal 2006 al 2022, che ha fondato e coordinato i Giovani Padani, oggi fa fatica a stare nello stesso partito di Matteo Salvini. Sarà che, da coordinatore insieme ad Angelo Ciocca del Comitato Nord voluto da Umberto Bossi, sente la nostalgia dei bei tempi che furono. Quando la Lega aveva ancora il Nord nel nome e non ci si perdeva in chiacchiere. Quando era tutta campagna e «fö di ball». Quando la Lega etno-regionalista provava disgusto per la Roma ladrona, eccetera eccetera, e rivendicava con orgoglio le radici antifasciste. Quando il Ponte sullo Stretto era roba da cialtroni, nientemeno.

«Diamo 14 miliardi per il Ponte e siamo imbottigliati a Milano»

Ecco, pochi giorni fa, alla festa per i trent’anni della Lega a Melegnano, l’accigliato Grimoldi, oggi in versione rottamatore anti-sistema, ha attaccato Salvini, di cui un tempo era anche amico, dicendo che «i 14 miliardi per fare il Ponte sullo Stretto di Messina» sono «una cagata pazzesca» (frase colorita che gli deve proprio piacere, visto che la usò anche nel 2016 citando Matteo Renzi sulla riforma costituzionale). «E non tollero che mi venga detto», ha argomentato l’ex giovane padano, «come prima mi è stato detto mentre fumavo una sigaretta, “sono andato a prenotare una tac in regione Lombardia per una visita sanitaria, me l’hanno data a maggio-giugno 2024″ e poi noi diamo 14 miliardi per fare il Ponte sullo Stretto di Messina, quando la mattina alle 8 sulla tangenziale di Milano, a pagamento, aumentate due volte nell’anno in corso, siamo imbottigliati. E la priorità è il ponte sullo Stretto di Messina. Ma stiamo scherzando?».

«Non sono io che ho cambiato idea, è Salvini»

Per non parlare, ha spiegato, di tutti i rospi romanocentrici che la Lega ha dovuto ingoiare in questi anni pur di andare al governo: «Io non mi capacito che siamo riusciti a farci digerire la legge Fornero. Io vorrei un partito che quello che mi dice il giorno prima del voto nella campagna elettorale, fa il giorno dopo, non l’esatto contrario. Perché se no è meglio Clemente Mastella, perché Mastella il giorno prima dice che pensa solo al Sud e il giorno dopo pensa solo al Sud». Ma, ha poi spiegato Grimoldi – che da sempre ama il lessico colorito – in un’intervista al Giorno, «non sono io che ho cambiato idea. È lui che l’ha cambiata. Basta vedere i video che girano su internet, quando diceva che quella del Ponte sullo Stretto era un’idea che non stava in piedi». Lui è Salvini, beninteso; è lui il trasformista.

Paolo Grimoldi, il leghista scuola Bossi che va contro Salvini e il Ponte sullo Stretto
Paolo Grimoldi e Angelo Ciocca quando promuovevano il referendum per l’indipendenza della Lombardia (Imagoeconomica).

«Dormivo con lui in albergo. Mi ha insegnato a risparmiare»

E dire che un tempo erano grandi amici. Andavano anche a scrivere sui muri delle autostrade “Vota Lega Nord”. «Ovviamente cercavamo di non farci vedere dalla polizia. Lui però aveva sempre questo piglio molto simpatico, per cui sembrava quasi che stessimo facendo un gioco», ha spiegato una volta proprio a Lettera43, nel 2015, lo stesso Grimoldi. A Roma, per un anno, quando Salvini era deputato tra il 2008 e il 2009, hanno pure vissuto insieme. «Io dormivo con lui in albergo. Devo dire che in quell’occasione mi ha insegnato innanzitutto a risparmiare circa il 70 per cento sulle tariffe degli alberghi. A costo di cambiare albergo tutti i giorni, andava su internet a cercare la camera più conveniente. Io per pigrizia sarei andato sempre nello stesso posto, ma così la tariffa rimaneva fissa. Invece, dormendo un giorno a Trastevere, un giorno al quartiere Monti, un altro giorno vicino alla stazione Termini, siamo riusciti a risparmiare un bel po’ di soldi. È una particolarità di Matteo Salvini».

Paolo Grimoldi, il leghista scuola Bossi che va contro Salvini e il Ponte sullo Stretto
Paolo Grimoldi ai tempi della sua prima esperienza con la Lega Nord alla Camera nel 2006, quando aveva 31 anni (Imagoeconomica).

Seguivano altri dettagli sulla convivenza con il futuro capo della Lega, abbastanza impegnativa, parole di Grimoldi: «Salvini la mattina si alza presto: alle sei e mezza era già operativo, era in collegamento radio, parlava con i giornalisti. Io al mattino ho bisogno di carburare, finché non bevo il caffè non sono sveglio del tutto. Lui invece non faceva in tempo a uscire dalla doccia che già era al lavoro».

«Attilio Fontana, cazzo, ha il carisma della mia tartaruga»

Sembrano passati secoli, non pochi anni. Oggi Grimoldi va in tivù – a Piazza Pulita – a collezionare picconate contro i vertici leghisti: «Se vedete i sondaggi, Salvini è stato superato da Zaia, Fedriga, Giorgetti, Attilio Fontana… Attilio Fontana, cazzo, ha il carisma della mia tartaruga. In Europa la Lega è in un gruppo di scappati di casa nazisti». Intollerabile per Umberto Bossi, il vecchio vitellone leghista, come da definizione di Marco Belpoliti, che non ha mai gradito l’accostamento ai fascisti. Anche perché, come ha spiegato una volta Bossi alla Festa della Zucca di Pecorara sull’Appennino piacentino, «la Lega Nord è un movimento antifascista perché è anticentralista, il centralismo è da accomunare al fascismo». «La mia è una famiglia che ha combattuto militarmente contro il fascismo, erano partigiani».

Paolo Grimoldi, il leghista scuola Bossi che va contro Salvini e il Ponte sullo Stretto
Paolo Grimoldi con Attilio Fontana (Imagoeconomica).

Quando Bossi diceva: «Noi siamo il contrario di Le Pen»

In passato si era espresso in termini anche meno diplomatici: «Noi i fascisti li teniamo sotto tiro con il Winchester». E in un’intervista al Corriere della Sera, nel 2002, nella quale attaccò Le Pen senior, Jean-Marie, quando era in auge, definendolo un «fascista, supernazionalista e antieuropeista», Bossi precisò: «La Lega è contro il Super Stato europeo, contro un certo tipo di Europa. Le Pen è contro l’Europa punto e basta. C’è una bella differenza: noi diciamo che l’Europa può essere la soluzione di molti problemi a patto naturalmente che sia un’Europa confederale, un’Europa che riesca a tenere conto delle tradizioni locali. Io dico che la soluzione è: pensare locale, agire globale, coniugare il locale con l’Europa. Noi siamo il contrario di Le Pen e chi ci accosta è un farabutto. Altro che razzisti e xenofobi». Parola di Bossi. Sono passati vent’anni, ma Grimoldi probabilmente apprezzerebbe. Soprattutto oggi.

Paolo Grimoldi, il leghista scuola Bossi che va contro Salvini e il Ponte sullo Stretto
Umberto Bossi agli albori della Lega, nel 1992 (Imagoeconomica).