Paolo Savona indagato

Paolo Savona indagato

20 Luglio 2018 08.09
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Indagato a Campobasso il ministro degli Affari europei Paolo Savona. Il suo nome è comparso nell'inchiesta del pm Rossana Venditti che vede coinvolte altre 22 persone per presunta usura bancaria. Savona all'epoca dei fatti contestati era al vertice di Unicredit. Il nome del ministro risulta presente nell'atto della procura della Repubblica di Campobasso relativo alla richiesta di proroga dei termini di durata delle indagini preliminari nell'inchiesta relativa ai parchi eolici di Molise, Puglia e Campania.

L'AVVOCATO DELLA PARTE LESA: «ATTO DOVUTO»

«È un atto dovuto in quanto la Cassazione penale impone di indagare i vertici della banche per via del loro ruolo di controllo e garanzia». Così l'avvocato Luigi Iosa, legale della società Engineering srl, presunta vittima di usura bancaria, commenta all'Ansa il fascicolo aperto dalla Procura di Campobasso che coinvolge ex vertici della Banca di Roma, ora UniCredit. Fonti vicina a Savona spiegano che all'epoca dei fatti contestati dalla procura di Campobasso, il ministro agli Affari europei «non aveva competenza sui tassi di interesse».Come persona offesa figura la società Engineering srl, presunta vittima di usura bancaria e facente capo ai fratelli Pietro ed Angelo Santoro, ex presidente dell'Acem Molise e vice presidente dell'Associazione nazionale imprese edili manifatturiere. La società con un fatturato milionario fino a qualche anno fa, con sede a Campobasso, nel passato ha realizzato diversi ed importanti parchi eolici in Molise, in Puglia e in Campania anche per conto della Erg della famiglia Garrone. Al 2017 risale la denuncia dell'avvocato Luigi Iosa dalla quale è scaturita l'inchiesta penale condotta dal pm Venditti.

INDAGATI TUTTI I VERTICI DELL'ALLORA BANCA DI ROMA

Nel faldone della Procura ci sono tutti i manager della Banca di Roma e del gruppo, dal 2005 fino al 2013. Oltre a Savona, si tratta tra gli altri di Alessandro Profumo, ora alla guida di Leonardo, Fabio Gallia, che è alla Cdp in attesa del suo sostituto, con altri noti banchieri italiani, scrive il Quotidiano del Molise. Per ora c'è solo una richiesta di proroga indagini.

LE REAZIONI, DI MAIO: «CONOSCEVAMO GIA' L'INDAGINE»

Il ministro Paolo Savona deve dimettersi? «È un'indagine che già conoscevamo». Ha risposto così il vicepremier e leader M5s Luigi Di Maio, al Fattoquotidiano.it che lo ho interpellato sull'inchiesta che riguarda il ministro. Per il ministro del Lavoro, l'indagine «è un atto dovuto nei sui confronti quando era all'Unicredit: detto questo, come sempre, se conoscevamo già un'indagine e abbiamo scelto Savona, si va avanti», ha ribadito. Dello stesso avviso anche il sottosegretario Stefano Buffagni: «Savona è un ministro importante del nostro governo: aspettiamo di capire di cosa si tratta. Nel contratto di governo abbiamo già previsto fattispecie di questo tipo: ministri eventualmente coinvolti devono informare tutto il Cdm e anche il Paese per fare valutazioni di merito», ha spiegato il pentastellato a TgCom24: «Io sono il più garantista nel M5s. È necessario aspettare, non urlare a facili allarmismi. Chi sbaglia paga, non creiamo un giacobinismo inutile. Il codice etico lo abbiamo e lo rispettiamo».
Sull'inchiesta si è espresso anche l'altro vicepremier, Matteo Salvini: «La giustizia faccia velocemente il suo corso», ha detto al termine della riunione del consiglio federale della Lega in via Bellerio. «Vi sembra uno che ha la faccia da usuraio?», ha aggiunto, «Va bene tutto, oltre ad avere tanti difetti è uno di quelli che stimo di più. Spero che la giustizia faccia velocemente il suo corso perchè penso che Paolo Savona sia una delle persone più pulite, corrette e oneste di questo Paese».

RENZI: «DI MAIO SI VERGONI PER LA SUA DOPPIA MORALE»

Polemica la reazione di Matteo Renzi. L'ex premier ha attaccato Di Maio su twitter: «Sono un garantista. Per me il ministro Savona, indagato, non deve dimettersi. Ma proprio per questo dico ad alta voce che Di Maio e i suoi devono vergognarsi. Per anni hanno massacrato persone e famiglie in nome di un giustizialismo vergognoso. Adesso usano la #doppiamorale».

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