Gabriella Colarusso

Le ombre di Paolo Savona, euroscettico tra fintech e Lussemburgo

Le ombre di Paolo Savona, euroscettico tra fintech e Lussemburgo

23 Maggio 2018 09.50
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Si è parlato molto di Paolo Savona come possibile ministro dell'Economia nel governo nato dall'accordo politico tra Lega e Movimento 5 stelle. È un nome molto noto dell'establishment italiano, pubblico e privato: ex direttore del centro studi della Banca d'Italia; ex direttore generale di Confindustria negli anni in cui il presidente era Guido Carli; ex ministro dell'Industria – con delega alle partecipazioni statali – nel governo Ciampi, quello che preparò l'ingresso dell'Italia nell'euro; responsabile del dipartimento politiche comunitarie della presidenza del Consiglio durante il terzo governo Berlusconi ed economista stimato che ha ricoperto numerosi incarichi di governance in alcune delle principali banche italiane, come la Banca di Roma e Unicredit, e in grandi imprese come la Impregilo.

«IN DIFFICOLTÀ PER COLPA DELLE ÉLITE». Il suo nome ha attirato l'attenzione degli analisti e dei media, e le perplessità del presidente Mattarella, per le posizioni molto critiche nei confronti dell'euro, del mercato unico e dell'Unione europea che il professore è andato via via accentuando nel corso degli ultimi anni, fino a teorizzare l'uscita dell'Italia dalla moneta unica. «Io sarei per l'Europa unita, per questo non posso dire che peste e corna di quello che vedo a Bruxelles», dichiarò in un'intervista a Libero. «Le difficoltà dell'Ue sono colpa delle élite che la guidano: dicono di interessarsi al popolo, ma si occupano solo di sé stesse e non ammetteranno mai il fallimento dell'Europa perché significherebbe autocondannarsi».

«IL MERCATO EUROPEO CI HA FATTO CRESCERE». Fino almeno al 2011, tuttavia, il professore aveva sull'argomento posizioni più sfumate: «Se non riusciamo a modificare la situazione è inutile che noi ci immoliamo per attuare un’idea che era brillante, e che ha dato dei frutti, perché all’inizio l’allargamento del mercato europeo ha consentito all’Italia di svilupparsi, stiamo parlando del 1958 in poi», scriveva nel 2011, definendo drammatiche le conseguenze di una possibile uscita dall'euro. «L’Unione europea è stato il toccasana per l’innalzamento del nostro livello di benessere e questo lo dobbiamo riconoscere. A seguito delle modifiche geopolitiche, gli errori fatti dagli Stati Uniti e dai nostri governanti impongono un nuovo Trattato».

Chi è Paolo Savona

Il nome di Paolo Savona, 81 anni, che fu ministro dell’Industria nel 1993-94 sotto Ciampi, è tra quelli che circola con sempre più insistenza per il dicastero dell’Economia in un governo M5s-Lega.

Ma Savona non è solo un economista e uno studioso, è anche un imprenditore appassionato di criptovalute e blockchain. Si potrebbe definire un fintech enthusiast, convinto sostenitore delle potenzialità positive degli algoritmi nella gestione finanziaria. A certe condizioni, sostiene, potrebbero portare a «un generale miglioramento delle performance delle autorità di controllo, della credibilità degli intermediari e della protezione dei risparmiatori» visto che il fattore umano, nel campo degli investimenti finanziari, è più che altro fattore di squilibri e storture.

NEL BUSINESS CON LA EUKLID. Da un anno anche Savona si è lanciato nel business fintech con la Euklid, una piattaforma di algotrading, trading gestito attraverso algoritmi di intelligenza artificiale – per prevedere l'andamento delle criptovalute e basata sulla blockchain. Il progetto è nato nel 2015 su iniziativa di Antonio Simeone, nel 2016 la start up italiana ha raccolto 400 mila euro ed è stata valutata circa 10 milioni di euro. In Italia però è durata poco. A fine 2016 la società è volata a Londra per diventare la Euklid Ltd. Paolo Savona è presidente del consiglio di amministrazione da maggio del 2017.

IL FONDO IN LUSSEMBURGO. Perché Londra? Per l'ecosistema business friendly, naturalmente, amico delle imprese non solo dal punto di vista del fisco ma anche del network a cui consente di accedere. Simeone ha spiegato: «A Londra abbiamo trovato l'ecosistema giusto, possiamo aprirci a nuovi investitori e far leva su un sistema finanziario innovativo, efficiente e privo di ostacoli regolamentari». Più o meno la stessa condizione favorevole che offre il Lussemburgo, dove a febbraio 2018 la Euklid ha lanciato un suo fondo di investimento, l'Euklid Master Fund, S.à.r.l Sicav-Raif. I manager sono Paolo Savona, Thierry Logier e Claude Noesen.

Governo, perché Savona all’Economia preoccupa il Quirinale

Le perplessità di Sergio Mattarella sulla nascita di un esecutivo guidato da Giuseppe Conte sono legate principalmente ai dubbi del capo dello Stato sulla reale autonomia del professore indiacato da Lega e Movimento 5 stelle come premier del nascente esecutivo giallo-verde.

I fondi alternativi di investimento sono stati adottati da poco dal Lussemburgo e vengono definiti dagli operatori «veloci, flessibili e discreti». Veloci perché possono essere aperti in breve tempo visto che non sono soggetti all'approvazione della Commission de Surveillance du Sector Financier, la commissione di sorveglianza sui servizi finanziari. Convenienti perché hanno una tassazione dello 0,01% sugli attivi netti.

GLI SQUILIBRI FISCALI IN EUROPA. Un paradiso per gli investitori, che puntano su Paesi dove la regolamentazione è più snella e il fisco meno o per nulla invadente. Un po' meno per l'obiettivo di una Europa unita anche fiscalmente, che superi la concorrenza fiscale sleale tra Paesi. Proprio il Lussemburgo è stato al centro di scandali e polemiche in questi anni per gli sconti fiscali che concede alle imprese e alle società. Anche di questo dovrà occuparsi il prossimo ministro dell'Economia italiano a Bruxelles, euroscettico o no.

Aggiornamento del 23 maggio 2018: nel primo pomeriggio, Euklid ha comunicato che il professor Savona ha lasciato l'incarico di presidente della Euklid ltd, con base a Londra e del fondo Euklid di cui era manager, con base in Lussemburgo, una decisione probabilmente legata a un suo possibile incarico come ministro dell'Economia nel governo Lega-5Stelle.

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