Papa Francesco è rimasto bloccato in ascensore prima dell’Angelus

Contrattempo per il pontefice. Chiuso per 25 minuti, è stato "liberato" dai vigili del fuoco.

01 Settembre 2019 16.33
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«Devo scusarmi del ritardo: sono rimasto chiuso in ascensore per 25 minuti, c’è stato un calo di tensione ma poi sono venuti i vigili del fuoco». Si è aperto così, in maniera quantomeno insolita, l’Angelus del primo settembre di papa Francesco, che si è affacciato – accolto da una folla col fiato sospeso – con diversi minuti di ritardo. E che ha invitato i fedeli a dedicare un applauso ai vigili del fuoco che l’hanno “liberato”. Un episodio che getta luce sul corpo dei vigili del fuoco della Città del Vaticano, che esiste dai tempi dello stato Pontificio.

UN CORPO COMPOSTO DA 30 PERSONE

Il corpo ringraziato da Francesco, ai tempi, era organizzato militarmente, armato, dotato di mezzi antincendio, con eleganti uniformi come attestano le incisioni e gli acquerelli, databili intorno all’anno 1820, conservati negli Archivi vaticani e nella Biblioteca nazionale. Agli inizi del ‘900 un servizio di Guardia del Fuoco operava nei Sacri Palazzi Apostolici. Nel 1941, sotto il Pontificato di Pio XII, fu istituito il Nucleo dei Vigili del Fuoco, quando la situazione bellica suggerì di costituire un gruppo operativo bene organizzato, addestrato e dotato di efficaci mezzi di pronto intervento nella Città del Vaticano e nelle zone extraterritoriali. La caserma del Nucleo trovò sede in locali appositamente allestiti nei Palazzi Vaticani con ingresso dal Cortile del Belvedere, dove si trova attualmente il corpo. I vigili (attualmente l’organico è composto da 30 persone – dati luglio 2018 – diretti da un Ufficiale Coordinatore) oltre ai compiti specifici degli interventi per l’estinzione del fuoco, esplicano attività di pronto intervento e di prevenzione a tutela delle persone e dei beni.

I COMPITI DEI VIGILI DEL FUOCO IN VATICANO

È l’organismo che ha, per compiti istituzionali, «la tutela della vita umana, e la salvaguardia dei beni e dell’ambiente dai danni e dai pericoli causati – non solo dagli incendi – ma anche da altre situazioni accidentali o dolose, provvedendo in maniera diretta e con la necessaria, conveniente immediatezza». Come quella avvenuta con l’ascensore del papa. Provvede, inoltre, al controllo delle attrezzature antincendio collocate nella Città del Vaticano e in alcune zone extraterritoriali. Svolge altresì compiti di protezione civile in collaborazione con la Gendarmeria. «Data l’enorme importanza religiosa, nonché storico-artistica, dello Stato della Città del Vaticano, autentico scrigno di tesori considerati patrimonio dell’intera umanità, e anche di preziosissimi documenti cartacei di fondamentale rilevanza custoditi nell’Archivio Segreto e nella Biblioteca Apostolica, il corpo dei vigili del fuoco ha una grande e delicata responsabilità nelle attività di prevenzione e di controllo. Proprio per questo, data la peculiare attività e la conoscenza degli allarmi e di tutti i dispositivi di sicurezza, il personale deve essere tecnicamente preparato, anche mediante continui corsi di aggiornamento», spiega il sito del corpo.

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