Il papa ha chiesto il silenzio in risposta al dossier Viganò

Il papa ha chiesto il silenzio in risposta al dossier Viganò

03 Settembre 2018 11.11
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La consegna del silenzio. È quella impartita da papa Francesco nell'ennesima puntata del caso che vede al centro il dossier stilato dall'ex nunzio a Washington, monsignor Carlo Maria Viganò, in cui il diplomatico vaticano accusa il pontefice di aver protetto l'ex arcivescovo di Washington, cardinale Theodore McCarrick, accusato di abusi sessuali su seminaristi. «La verità è mite, la verità è silenziosa», con «le persone che cercano soltanto lo scandalo, che cercano soltanto la divisione», l'unica strada da percorrere è quella del «silenzio» e della «preghiera». Parole pronunciate da Bergoglio nel corso della messa nella cappella della Casa Santa Marta dopo la pausa estiva.

IL COMUNICATO DI PADRE LOMBARDI SULL'INCONTRO CON DAVIS

Con un comunicato notturno firmato da padre Federico Lombardi e dal suo assistente di lingua inglese Thomas Rosica il Vaticano aveva già risposto riguardo all'incontro tra il papa e Kim Davis, l'attivista anti-matrimoni gay, avvenuto durante la visita di Francesco negli Stati Uniti nel 2015 e del quale Viganò ha scritto sul sito conservatore americano Lifesitenews. Secondo Viganò, il Papa sapeva chi fosse Davis e il Vaticano avrebbe approvato l'incontro con largo anticipo. Nella nota, Lombardi e Rosica sostengono che fu Viganò a proporre l'incontro con Davis al papa pur sapendo che avrebbe provocato clamore e che il Vaticano lo approvò solo perché non fu debitamente informato sulle ripercussioni che avrebbe avuto. Lombardi e Rosica affermano che Viganò ha omesso di menzionare nel suo racconto che la sera successiva dell'incontro avvenuto poi in Vaticano con Francesco li aveva invitati nel suo appartamento a Roma. In quell'occasione sembrava «scosso».

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