Il papa per la prima volta nella storia nella penisola araba

03 Febbraio 2019 18.46
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Papa Francesco è arrivato ad Abu Dhabi: si tratta della prima volta di un pontefice nella penisola arabica (leggi qui cosa c'è dietro la visita). L'aereo del papa, proveniente da Roma, è atterrato nell'aeroporto presidenziale della capitale degli Emirati Arabi Uniti. Sceso dall'aereo, Bergoglio è stato accolto in una saletta d'onore dal principe ereditario Mohammed bin Zayed e viene poi salutato anche dal grande imam di Al Azhar Al-Tayyeb. Al termine della breve cerimonia, il papa si dirige con il grande imam con un pullmino verso la residenza per gli ospiti illustri degli Emirati in cui soggiorna in questa visita ad Abu Dhabi. Il papa arriva negli Emirati con nel cuore il 'nodo' della guerra nello Yemen. E già prima di partire entra subito 'in medias res'.

L'APPELLO PER LA PACE IN YEMEN

«Con grande preoccupazione seguo la crisi umanitaria nello Yemen», dice all'Angelus in Piazza San Pietro, subito prima di dirigersi a Fiumicino per imbarcarsi sul volo per Abu Dhabi. «La popolazione è stremata dal lungo conflitto e moltissimi bambini soffrono la fame, ma non si riesce ad accedere ai depositi di alimenti».«Faccio appello alle parti interessate e alla Comunità internazionale», afferma ancora il Papa, «per favorire con urgenza l'osservanza degli accordi raggiunti, assicurare la distribuzione del cibo e lavorare per il bene della popolazione». Particolarmente significativo il riferimento alle «parti interessate», perché tra queste ci sono proprio gli Emirati Arabi Uniti, che fanno parte della coalizione con l'Arabia Saudita in guerra in Yemen contro la ribellione sciita. Il tema entra pertanto a grandi passi nel cuore della visita. Di questo suo 27/o viaggio apostolico, primo papa nella Penisola araba, culla dell'Islam – accolto questa sera all'arrivo ad Abu Dhabi dal principe ereditario, sceicco Mohammed Bin Zayed Al Nahyan, e dal grande imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb -, Francesco parla anche in un tweet: «Mi reco in quel Paese come fratello, per scrivere insieme una pagina di dialogo e percorrere insieme sentieri di pace».

Quindi nel telegramma al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, definendosi «pellegrino di pace e di fraternità tra i popoli». Prima di partire dal Vaticano, Francesco incontra a Casa Santa Marta un gruppo di una decina di rifugiati di diversi Paesi mediorientali, cristiani e musulmani, accolti dall'Elemosineria apostolica e dalla Comunità di Sant'Egidio. Poi a Fiumicino, prima dell'imbarco, visita la struttura adibita all'assistenza di persone senza fissa dimora, promossa dagli Aeroporti di Roma per garantire sostegno ai clochard che stazionano e riparano nello scalo aereo. Durante il volo, salutando i giornalisti, dice: «Questa mattina ho avuto notizia che pioveva ad Abu Dhabi: questo, in quel posto, lo si pensa come un segno di benedizione. Speriamo che vada tutto così».

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