Come è andata la visita di papa Francesco in Campidoglio

26 Marzo 2019 10.44
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Visita cordiale di papa Francesco in Campidoglio. Il Pontefice ha fatto visita all'amministrazione capitolina incontrando anche la sindaca Virigina Raggi in un colloquio privato. Poi i due hanno tenuto due brevi discorsi sullo stato della città di Roma, con anche l'annuncio dell'istituzione di una borsa di studio e l'intitolazione della Sala della Piccola Protomoteca alla Laudato sì di papa Francesco.

L'OMAGGIO DELLA SINDACA AL VATICANO

La sindaca aprendo il suo discorso ha affermato: «Santità, benvenuto. E grazie per la straordinaria attenzione che rivolge a Roma. È un onore per me accoglierla in Campidoglio ed è con profonda e sincera emozione che Le do il benvenuto in quest'Aula, a nome di tutti cittadini di Roma». «Roma, città aperta, città del multilateralismo e del multiculturalismo», ha continuato, «ospita le rappresentanze diplomatiche di tutto il mondo con le quali è vivo un rapporto di confronto e dialogo costante. Un rapporto che viene consolidato attraverso numerose iniziative di interrelazione». «Ci sarà, proprio qui a Roma,», ha aggiunto, «la nuova sede dell'Assemblea Parlamentare del Mediterraneo. Auspico che tale iniziativa possa contribuire a rafforzare fruttuosamente i rapporti tra le due sponde del Mediterraneo, tra la nostra Europa e i giovani Stati del continente africano. Roma guarda al futuro e si conferma ancora una volta città del dialogo». «Roma», ha detto ancora la prima cittadina, «è anche città della solidarietà grazie all'attività di migliaia di volontari e a quella di centinaia di associazioni, religiose e laiche, come la Caritas con la quale da decenni siamo impegnati, fianco a fianco, a sostegno dei più deboli».

L'OMAGGIO AL TEVERE CHE UNISCE

«In questa splendida giornata», ha continuato, «il Colle Vaticano e quello Capitolino si stringono in un reciproco abbraccio affettuoso». «Oggi siamo al di qua del Tevere e, come ebbe a dire in un suo chirografo pubblicato il 23 giugno 2017», ha detto rivolta al Pontefice, «nel libro 'Oltretevere', il fiume 'non è una barriera che divide, ma una possibilità per comunicare' e ancora 'lo stesso Tevere sfocia infatti nel più vasto mare e come il fiume porta acqua al mare, così le istituzioni esistono per servire la famiglia umana e la dignità irripetibile e trascendente di ciascuna persona'».

PAPA: «QUI POTERE SPIRITUALE E TEMPORALE DIALOGANO»

Subito dopo è stato il turno dell'intervento del Pontefice, anticipato da un lungo applauso di tutta l'assemblea. Roma, ha esordito, «in un certo senso obbliga il potere temporale e quello spirituale a dialogare costantemente, a collaborare stabilmente nel reciproco rispetto; e richiede anche di essere creativi, tanto nella tessitura quotidiana di buone relazioni, come nell'affrontare i numerosi problemi, che la gestione di un'eredità così immensa porta necessariamente con sé». «Si può anzi affermare», ha sottolineato, «che, grazie alla forza delle parole evangeliche, si è qui inaugurata quella provvida distinzione, nel rispetto reciproco e collaborativo per il bene di tutti, tra l'autorità civile e quella religiosa, che meglio si conforma alla dignità della persona umana e le offre spazi di libertà e di partecipazione».

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L'APPELLO CONTRO IL DEGRADO ROMANO

«Roma è un organismo delicato», ha detto ancora il Pontefice, «che necessita di cura umile e assidua e di coraggio creativo per mantenersi ordinato e vivibile, perché tanto splendore non si degradi, ma al cumulo delle glorie passate si possa aggiungere il contributo delle nuove generazioni, il loro specifico genio, le loro iniziative, i loro buoni progetti». La "Città eterna", ha detto Francesco, «è come un enorme scrigno di tesori spirituali, storico-artistici e istituzionali, e nel medesimo tempo è il luogo abitato da circa tre milioni di persone che qui lavorano, studiano, pregano, si incontrano e portano avanti la loro storia personale e familiare, e che sono nel loro insieme l'onore e la fatica di ogni amministratore, di chiunque si impegni per il bene comune della città».

«ROMA VENGA DOTATA DI LEGGI E RISORSE CONGRUE»

«Questa peculiare identità storica, culturale e istituzionale di Roma», ha continuato il papa, «postula che l'Amministrazione capitolina sia posta in grado di governare questa complessa realtà con strumenti normativi appropriati e una congrua dotazione di risorse». Il Campidoglio, ha detto il Pontefice, «insieme alla Cupola michelangiolesca e al Colosseo – che da qui si possono vedere – ne sono in un certo senso gli emblemi e la sintesi". Infatti «l'insieme di queste vestigia ci dice che Roma possiede una vocazione universale, portatrice di una missione e di un ideale adatto a valicare i monti e i mari e ad essere narrato a tutti, vicini e lontani, a qualsiasi popolo appartengano, qualsiasi lingua parlino e qualunque sia il colore della loro pelle». «Quale Sede del Successore di San Pietro», ha aggiunto Francesco, «è punto di riferimento spirituale per l'intero mondo cattolico. Ben si spiega perciò che l'Accordo di Revisione del Concordato tra Italia e Santa Sede – di cui quest'anno si celebra il 35/o anniversario – affermi che 'la Repubblica Italiana riconosce il particolare significato che Roma, sede vescovile del Sommo Pontefice, ha per la cattolicità'».

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