L’ufficio stampa dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo scrive a L43

Redazione
28/03/2020

Riceviamo e pubblichiamo dopo l'appello dei medici dell'azienda opedaliera pubblicato dal nostro giornale.

L’ufficio stampa dell’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo scrive a L43

Gentile direttore,

vista la lettera anonima da voi pubblicata, vi diffidiamo dal diffondere ulteriormente notizie non veritiere, non verificate,  che procurano allarme e che screditano dirigenti e responsabili dell’Unità che sta gestendo la pandemia. Non corrisponde alla realtà affermare che i medici «sono costretti a lavorare», né che queste voci anonime rappresentino
«i medici dell’ospedale di Bergamo», come se tutti i medici condividessero queste parole, che negano l’enorme sforzo in atto,  i protocolli attivati per evitare i contagi e le indicazioni al personale.

Vi invitiamo a un maggior senso di responsabilità prima di pubblicare notizie che non hanno alcun fondamento,  che sono dannose per la comunità e per la nostra immagine.

Pertanto riteniamo necessario, e vi invitiamo in tal senso, togliere dalla vostra pagina la lettera in questione e vi informiamo che comunque i nostri uffici legali stanno valutando azioni legali a tutela della nostra immagine e del nostro buon nome. I nostri uffici restano a disposizione, non in maniera anonima ma con nome e cognome, a fornire spiegazioni sul lavoro che stiamo svolgendo.

Vanna Toninelli
Giornalista

Responsabile Comunicazione e relazioni esterne

Gentile signora,
io ho parlato con i medici e naturalmente ho verificato prima di pubblicare. Lei non diffida nessuno, tanto meno noi, ma ha tutto il diritto di chiedere la pubblicazione del suo punto di vista e siamo disponibili a ospitare suoi interventi o quelli di altri medici. Cosa che volentieri facciamo. Non siamo in Cina, tanto meno in Corea del Nord, almeno per ora.

PM