Papa: «Politici italiani agiscano per il bene»

Redazione
25/12/2010

Sotto la pioggia battente e al riparo di ombrelli di tutti i colori migliaia di persone si sono radunate in...

Papa: «Politici italiani agiscano per il bene»

Sotto la pioggia battente e al riparo di ombrelli di tutti i colori migliaia di persone si sono radunate in piazza San Pietro dove il Papa, dalla loggia delle benedizioni della basilica di San Pietro, il 25 dicembre ha rivolto il messaggio «Urbi et orbi» (alla città e al mondo, ndr), e i tradizionali dagli auguri natalizi in 65 lingue.
«L’annuncio del Natale», ha sottolineato Benedetto XVI,« è luce anche per i popoli, per il cammino collettivo dell’umanità». Il Regno di un Dio «di giustizia e di pace», ha ricordato, «non è di questo mondo, eppure è più importante di tutti i regni di questo mondo. E’ come il lievito dell’umanità: se mancasse, verrebbe meno la forza che manda avanti il vero sviluppo: la spinta a collaborare per il bene comune, al servizio disinteressato del prossimo, alla lotta pacifica per la giustizia».
L’IMPORTANZA DI CREDERE IN DIO «Credere nel Dio che ha voluto condividere la nostra storia – ha commentato Benedetto XVI è un costante incoraggiamento ad impegnarsi in essa, anche in mezzo alle sue contraddizioni. È motivo di speranza per tutti coloro la cui dignità è offesa e violata, perché Colui che è nato a Betlemme è venuto a liberare l’uomo dalla radice di ogni schiavitù».
LA CINA OSCURA IL DISCORSO DEL PAPA.  Nonostante «discriminazione e persecuzione» i cristiani della Cina continentale «non si perdano d’animo» e perseverino nella fede. E «i leader politici e religiosi» si impegnino «per il pieno rispetto della libertà religiosa di tutti», chiede il Papa nel suo messaggio. «La celebrazione della nascita del Redentore – ha detto il Papa – rafforzi lo spirito di fede, di pazienza e di coraggio nei fedeli della Chiesa nella Cina continentale, affinché‚ non si perdano d’animo per le limitazioni alla loro libertà di religione e di coscienza e, perseverando nella fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa, mantengano viva la fiamma della speranza. L’amore del Dio con noi – ha proseguito – doni perseveranza a tutte le comunità cristiane che soffrono discriminazione e persecuzione, ed ispiri i leader politici e religiosi ad impegnarsi per il pieno rispetto della libertà religiosa di tutti». Un discorso di sostegno che i cinesi non hanno potuto ascoltare: le autorità hanno infatti oscurato la rete tv Bbc che stava riferendo del discorso del Papa, nel quale Benedetto XVI ha severamente criticato le «discriminazioni e persecuzioni» contro i cristiani cinesi.
LEADER POLITICI ITALIANI Il Natale «ispiri i responsabili» della «amata Italia» «perché ogni loro scelta e decisione sia sempre per il bene comune», auspica il Papa negli auguri «ai romani e agli italiani». « In questo giorno, illuminato dalla speranza evangelica che proviene dall’umile grotta di Betlemme, auspico di cuore il dono natalizio della gioia e della pace per ogni abitante dell’amata Italia: per i bambini e gli anziani, per i giovani e le famiglie. Il Cristo, nato per noi, ispiri i responsabili, perchè‚ ogni loro scelta e decisione sia sempre per il bene comune; conforti – ha aggiunto – quanti sono provati dalla malattia e dalla sofferenza; sostenga coloro che si dedicano al servizio dei fratelli più bisognosi». Quando ha annunciato gli auguri in italiano, Benedetto XVI è stato salutato dalla folla in piazza, e a sua volta ha salutato facendo cenni con il braccio. Un accenno di applauso lo ha brevemente interrotto quando ha proseguito gli auguri, chiedendo il «dono natalizio della gioia …».
LA PACE ISRAELO-PALESTINESE Il Natale «ispiri israeliani e palestinesi nel ricercare una convivenza giusta e pacifica», ha chiesto il Papa nel messaggio. Benedetto XVI invita anche consolazione per «le care comunità in Iraq e in tutto il Medio oriente» e chiede ai «responsabili delle Nazioni» «una fattiva solidarietà verso di esse». «La luce del Natale – ha detto il Papa dopo una ampia meditazione sul senso della nascita di Gesù, il Dio che si è fatto uomo – risplenda nuovamente in quella Terra dove Gesù è nato e ispiri Israeliani e Palestinesi nel ricercare una convivenza giusta e pacifica. L’annuncio consolante della venuta dell’Emmanuele – ha proseguito – lenisca il dolore – e consoli nelle prove le care comunità cristiane in Iraq e in tutto il Medio Oriente, donando loro conforto e speranza per il futuro ed animando i Responsabili delle Nazioni ad una fattiva solidarietà verso di esse. Ciò – ha aggiunto – avvenga anche in favore di coloro che ad Haiti soffrono ancora per le conseguenze del devastante terremoto e della recente epidemia di colera. Così pure non vengano dimenticati coloro che in Colombia ed in Venezuela, ma anche in Guatemala e in Costa Rica, hanno subito le recenti calamità naturali»
AUGURI IN 65 LINGUE E alla fine c’è anche il cinese tra le 65 lingue con le quali il Papa ha salutato i fedeli. Tra le lingue, arabo ed ebraico, quelle africane e quelle dell’ex Unione Sovietica, il russo e le lingue dei Balcani, le lingue dell’Estremo oriente (oltre al cinese, il giapponese, l’urdu pakistano, il coreano, il vietnamita), l’esperanto e, da ultimo, il latino: ’Verbum caro factum est’. Una folla punteggiata da ombrelli aperti per la pioggia ha salutato il Papa con applausi e cori.