Francesco Peloso

Com'è andato l'incontro tra papa, petrolieri e mondo della finanza

Com’è andato l’incontro tra papa, petrolieri e mondo della finanza

Prove di negoziato per la transizione energetica in Vaticano. Lo scopo della Santa Sede è quello di cercare punti d’azione comuni sulle tematiche del riscaldamento climatico.

17 Giugno 2019 14.32

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Per il secondo anno di seguito i ceo di alcuni dei più grandi gruppi petroliferi e fondi d’investimento al mondo (fra i quali Bp, Exxon Mobile, Total, Equinor, Chevron, Blackrock) si sono ritrovati in Vaticano il 13 e 14 giugno insieme al papa, ai rappresentanti di università, di movimenti per la riduzione delle emissioni inquinanti, di amministratori di fondi d’investimento per lo sviluppo sostenibile, a scienziati e esperti del problema, per discutere di transizione energetica.

L’iniziativa fa parte di una precisa strategia della Santa Sede il cui scopo è quello di aprire un dialogo non formale con gli attori di primo piano dell’industria petrolifera e cercare punti d’azione comune sulle tematiche del riscaldamento globale. I principi dell’enciclica Laudato si per la cura della Casa comune, l’impegno della Chiesa e dello stesso Francesco per fermare il cambiamento climatico come stabilito dall’Accordo di Parigi del dicembre 2015, che tanta speranza aveva suscitato soprattutto in quei Paesi dell’Africa, dell’Asia e dell’Oceania che pagano il prezzo più alto in termini ambientali e umani all’aumento della temperatura, rischiavano infatti di restare lettera morta. Ma in Vaticano hanno invece deciso di fare sul serio: ne va – dicono – del futuro delle prossime generazioni e della stessa vita sul nostro Pianeta.

L’IMPEGNO PER SOSTENERE LA LOTTA PER IL CLIMA

Tuttavia, se i principi sono solidi e sempre più condivisi da movimenti sociali e da settori dell’opinione pubblica mondiale, era necessario sostenerli con iniziative concrete su più livelli. Per questo la Chiesa cattolica, insieme ad altre denominazioni cristiane, ha lanciato una campagna internazionale – sostenuta dal Movimento cattolico mondiale per il clima – per il disinvestimento finanziario dai combustibili fossili: petrolio, carbone, gas naturale, l’obiettivo è quello di spostare le risorse economiche su prodotti finanziari sostenibili e provare così a orientare il mercato. Fino ad ora hanno aderito circa 140 enti cattolici nel mondo, fra questi anche Caritas Internationalis, una grande varietà di conferenze episcopali, congregazioni religiose, organizzazioni laiche, arcidiocesi e diocesi sparse per il mondo e una serie di banche cattoliche, in particolare tedesche e austriache, con più di 7,5 miliardi di euro nei loro bilanci.

IL VATICANO APRE IL DIALOGO CON PETROLIERI E MONDO DELLA FINANZA

Accanto a questa strategia per così dire dal basso, accompagnata dalla mobilitazione progressiva che sta coinvolgendo i giovani in ogni parte del mondo e sostenuta dalla Chiesa, la Santa Sede ha aperto un dialogo e un confronto con i grandi gruppi industriali che estraggono petrolio, lo raffinano, lo vendono, e con il mondo della finanza che è lo strumento indispensabile per la costruzione dell’immensa ricchezza che ne deriva. D’altro canto, il mondo delle grandi compagnie, big oil, sa bene in primo luogo che le riserve petrolifere non sono infinite, mentre i processi estrattivi diventano sempre più costosi a causa della profondità cui si trovano i pozzi. La sostituzione delle ‘vecchie’ fonti di energia con le nuove, d’altro canto, se è già iniziata ma sarà un processo lungo.

La Exxon Mobile, se da una parte vuole intensificare l’impegno contro il cambiamento climatico, dall’altra ha deciso di compiere uno sforzo straordinario nella produzione petrolifera

Ciò non toglie, al contempo, che molti giganti del petrolio stanno aumentando gli investimenti per la produzione petrolifera a breve termine e ottimizzare i guadagni in questa stagione. Secondo recenti studi, si prevede che nei prossimi cinque anni saranno perforati un milione di chilometri di nuovi pozzi di petrolio e gas. Gli analisti dicono che questo è 2,5 volte la distanza «di andata e ritorno dalla Luna», con picchi di produttività in Nord America. La Exxon Mobile, per esempio, pure presente in Vaticano, se da una parte vuole intensificare il proprio impegno contro il cambiamento climatico, dall’altra ha deciso di compiere uno sforzo straordinario nella produzione petrolifera per raddoppiare entro il 2025 i guadagni e i flussi di cassa.

IL RISCALDAMENTO CLIMATICO RISCHIA DI COLPIRE I PIÙ POVERI

«Uno sviluppo significativo in quest’ultimo anno», ha detto a sua volta il pontefice ai partecipanti all’incontro, «è stata la pubblicazione del Rapporto speciale sull’impatto del riscaldamento globale di 1.5ºC sui livelli pre-industriali da parte del Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico. Questo rapporto mette chiaramente in guardia sul fatto che gli effetti sul clima saranno catastrofici se oltrepassiamo la soglia degli 1.5ºC delineata nell’obiettivo dell’Accordo di Parigi». Il rapporto avverte, inoltre, «che manca solo poco più di una decade per raggiungere questa barriera del riscaldamento globale», ha detto ancora il papa. Quindi l’allarme che ha colpito l’opinione pubblica: «Di fronte a un’emergenza climatica, dobbiamo prendere opportuni provvedimenti, per poter evitare di commettere una grave ingiustizia nei confronti dei poveri e delle future generazioni. Dobbiamo agire responsabilmente ben considerando l’impatto delle nostre azioni nel breve e nel lungo termine».

L’IMPEGNO PER UN’AZIONE COMUNE A TUTELA DELL’AMBIENTE

Al termine del meeting in Vaticano, organizzato dalla Pontificia accademia delle scienze sociali, sono state sottoscritte due dichiarazioni comuni; in uno dei due documenti si chiede fra le altre cose che i prezzi del carbonio vengano fissati dai governi oltre che in base alle regole dei mercati, secondo modalità che incentivino «le pratiche commerciali, il comportamento dei consumatori, la ricerca e gli investimenti volti a far progredire in modo significativo la transizione energetica minimizzando i costi per le comunità vulnerabili e sostenendo la crescita economica». Ancora, si osserva che «la combinazione di politiche e meccanismi di determinazione del prezzo del carbonio dovrebbe essere concepita in modo da offrire contemporaneamente innovazione e investimenti basandosi su soluzioni a basse emissioni di carbonio». Quindi, i sottoscrittori affermano: «Come leader nel settore energetico, nella comunità finanziaria globale e in altre organizzazioni, riconosciamo che un’accelerazione significativa della transizione verso un futuro a basse emissioni di carbonio oltre le attuali proiezioni, richiede un’azione sostenuta su larga scala e ulteriori soluzioni tecnologiche per mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2 gradi centigradi». Infine, i partecipanti concordano sul fatto che «le aziende dovrebbero fornire dati trasparenti agli investitori su come stanno pianificando e investendo in vista della transizione energetica».  

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