Parigi, città intima

Barbara Ciolli
25/01/2011

Francesi prime in Europa nella spesa per la lingerie.

Modaiole e raffinate, più che mai nell’intimo. Nel 2010 le francesi sono le europee che hanno speso di più in sottovesti, allentando i cordoni della borsa dopo due anni di dolorosi sacrifici. Se la crisi è passata, secondo i dati positivi dell’Istituto francese della moda (Ifm) presentati in occasione del Salone internazionale della lingerie, a Parigi dal 22 al 24 gennaio, si vede soprattutto dalla mole di acquisti delle smaliziate cugine d’Oltralpe.

Parigi, shopping nella Mecca dell’intimo

La capitale europea della moda è da sempre un paradiso per le feticiste di reggiseni, slip, corsetti e giarrettiere. Eppure dal 2007 al 2009 anche il mercato dell’intimo, in calo generale da costringere le aziende del settore a drastici piani di ristrutturazione, aveva subìto una flessione. Tanto che le francesi avevano ridotto la spesa annua per la lingerie a meno di 100 euro.
SETTORE IN RIPRESA. «Nel 2010 al contrario», ha dichiarato ottimistica la direttrice di Eurovet, l’ente organizzatore della fiera, Valerié Lemant, «il vento ha ricominciato a soffiare, tanto che questa edizione abbiamo ospitato le collezioni di 50 nuovi marchi».
Sempre secondo le indagini di mercato dell’Ifm, nell’ultimo anno in Francia il comparto ha fatturato 2,7 miliardi di euro, il 4% in più rispetto al 2009. Una tendenza alla ripresa simile, seppure in misura più debole, anche negli altri Paesi europei, che ha spinto Cécile Vivier, a capo del salone, ad azzardare «buone previsioni anche per il 2011».
CONCORRENZA CINESE. La fiducia è data, innanzitutto, dalla conferma che i marchi sul mercato stiano reagendo bene a due anni nerissimi, fronteggiando l’agguerrita concorrenza di prodotti orientali a basso costo. Nonostante molte imprese occidentali abbiano trasferito in Asia la produzione, infatti, i prezzi dei capi europei restano egualmente più alti di quelli dei marchi cinesi. Questo perché, nelle aziende più controllate, il costo del lavoro è in aumento anche nei Paesi in via di sviluppo. Inoltre, la qualità delle stoffe e la cura nel design richiedono un sovrapprezzo.

In Francia la vanità scaccia la crisi

Eppure, è questa la cartina di tornasole che ha fatto tirare un sospiro di sollievo agli operatori, le francesi non rinunciano a spendere qualcosa in più, pur di non apparire sciatte by night, sfoggiando un bel completo.
In media 100 euro all’anno, come ai vecchi tempi, è il budget che le signore riservano ai capi da indossare sotto la veste: in assoluto la somma più alta in Europa. Dietro di loro le italiane, staccate a quota 78 euro, le inglesi con con 77, e infine le tedesche con 70.
SEDUZIONI D’OLTRALPE. La differenza, rispetto alle loro colleghe oltre frontiera, sta nella motivazione: secondo un’indagine di mercato della Triumph, le francesi comprano lingerie prima di tutto per fare un regalo a loro stesse, mentre oltre il 50% delle intervistate di altre nazionalità ha dichiarato di mettere al primo posto la necessità.
Le più pratiche e tirchie sono le tedesche, che, quanto a preferenze, hanno dichiarato di restare «molto sul classico».

Le 40-50enni pazze per il vintage

Tra le francesi, le più lingerie-alcholic si sono rivelate a sorpresa le 45-54enni, che nel 2010 hanno speso la bellezza di 120 euro l’anno in capi e accessori intimi, seguìte dalle 35-44enni, che hanno sborsato 114 euro: in media un articolo nuovo ogni due mesi e mezzo.
Nel tentativo di offrire l’imbarazzo della scelta, lo sforzo delle grandi case, negli ultimi anni, si è concentrato soprattutto nel riuscire a proporre pezzi originali o comunque ricercati (guarda la photogallery): Lise Charmel, marchio francese di lingerie di lusso, ha lanciato sul mercato una nuova linea di biancheria in microfibre elastiche, morbide  al tatto come la seta.
BOOM DEGLI ANNI ’50. Mentre altre etichette hanno puntato su un ritorno vintage alla lingerie in voga negli anni ’50: «Bustini sporgenti a vita stretta, reggiseni a punta simili a quelli che resero famosa Merylin Monroe, sexy mutandoni a vita alta come quelle degli strip-tease di Dita von Teese», ha raccontato Vivier. Insomma, altro che sotto il vestito niente.