Parigi scavalca Washington

Federica Zoja
08/10/2010

La Francia pronta a ospitare il vertice.

Parigi scavalca Washington

La diplomazia americana rischia di essere scavalcata da Parigi e dall’Unione europea nel suo ruolo di intermediario privilegiato nei negoziati diretti fra Israele e Autorità nazionale palestinese, Anp, avviati il 2 settembre scorso.
O almeno così sperano di riuscire a fare il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner e quello spagnolo Miguel Moratinos, che si recheranno in Israele domenica 10 ottobre per sostenere presso il governo di Tel Aviv la proposta francese di organizzare un incontro fra il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente dell’Anp, Mahmoud Abbas, il 21 ottobre a Parigi.
Secondo fonti diplomatiche francesi e funzionari vicini a Netanyahu, ha riferito l’8 ottobre la versione online del quotidiano israeliano Haaretz, entrambi i leader hanno espresso la loro disponibilità a partecipare a un vertice.

Mubarak sotto la tour Eiffel

A Parigi sono già stati invitati il presidente egiziano Hosni Mubarak, che ha espresso parere favorevole, e il segretario di Stato americano Hillary Clinton, che però non ha ancora risposto. Nei prossimi giorni, sempre secondo Haaretz, potrebbero essere invitati anche i leader tedesco, inglese e italiano.
Il vertice israelo-palestinese precederà di circa un mese quello di Barcellona dell’Unione per il Mediterraneo, organismo internazionale nato per iniziativa francese e, dalla nomina di Benjamin Netanyahu nel marzo del 2009, rimasto dormiente.
Mentre i tentativi americani di sbloccare i negoziati israelo-palestinesi, arenatisi per la questione irrisolta degli insediamenti israeliani in Cisgiordania e Gerusalemme Est, languono, la diplomazia europea si sforza così di trovare una voce comune.
Finora, l’Alto rappresentante per la politica estera europea, Catherine Ashton, non è riuscito nell’intento di dare unità alla diplomazia del Vecchio continente. Se il summit del 21 ottobre avrà luogo, Parigi cercherà di rilanciare lo sforzo congiunto, approfittando delle debolezze di Bruxelles e Washington per emergere sullo scenario mediorientale.