Von der Leyen alla prova del voto del Parlamento europeo

La ministra tedesca candidata alla presidenza della Commissione europea affronta il dibattito e poi il giudizio degli eurodeputati di Strasburgo. M5s e Pd pronti a dire sì.

16 Luglio 2019 09.46
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Il giorno del giudizio per Ursula von der Leyen, la candidata designata dai Ventotto alla presidenza della Commissione europea, è arrivato. Il 16 luglio il parlamento europeo ha confermato la sua nomina (clicca qui per tutti gli aggiornamenti). Alla vigilia, nel suo ultimo giro di consultazioni, la candidata si è giocata il tutto per tutto alla ricerca dei voti necessari per essere confermata dal Parlamento Ue. La mattina del 16 luglio ha presentato il suo programma e ha partecipato al dibattito con la plenaria degli eurodeputati che nel pomeriggio sono chiamati a esprimersi con un voto sulla sua nomina a presidente della Commissione.

LA LEGA VOTA CONTRO, IL M5S A FAVORE

I numeri sono in bilico, ma alla fine la ministra tedesca ce l’ha fatta. I due partiti di governo in Italia – Lega e M5s – sono divisi, con il primo ha votato contro e il secondo a favore.

Almost 40 years ago to the day, #SimoneVeil became the first female President of the @Europarl_EN. If Europe were a woman, then Europe would be Simone Veil. What can we do today to ensure that we can live out her vision of a united & peaceful Europe in the future? #EuropeIsAWoman— Ursula von der Leyen (@vonderleyen) 16 luglio 2019

Il tweet di Ursula Von der Leyen dedicato a Simone Veil prima del dibattito al parlamento europeo, 16 luglio 2019.

«Finalmente una donna è stata candidata alla presidenza della Commissione europea. Lo sono grazia a tutti coloro che hanno rotto le barriere e le convenzioni e che hanno costruito una Europa basata sulla pace, unita, e basata sui valori», ha esordito Von der Leyen di fronte all’assemblea di Strasburgo, riscuotendo un applauso dalla plenaria che riunisce tutti gli eurodeputati. Von der Leyen ha poi ricordato Simone Veil, tra le madri fondatrici dell’Unione europea.

La ministra tedesca Ursula Von der Leyen candidata alla presidenza della Commissione Ue al parlamento europeo, 16 luglio 2019. EPA/PATRICK SEEGER

LA DIRETTA DELLA GIORNATA DEL PARLAMENTO EUROPEO

19.40 – DIRETTA TERMINATA

Diretta terminata: clicca qui per tutti gli aggiornamenti.

19.30 – VON DER LEYEN ELETTA PRESIDENTE

La ministra tedesca Ursula von der Leyen, designata dai Ventotto a succedere a Jean-Claude Juncker, è stata eletta dal Parlamento europeo presidente della Commissione europea ma con soli 383 voti a favore a fronte della maggioranza necessaria prevista di 374 voti. Quindi per soli 9 voti. I contrari sono stati 327.

18.18 – INIZIATO IL VOTO

Sono iniziate le operazioni di voto al Parlamento europeo. A designare la tedesca sono stati i capi di Stato e di governo dei 28 in un Consiglio europeo a inizio mese.

17.55 – LA LEGA E I SOVRANISTI CONTRARI

Il gruppo Identità e democrazia, di cui fa parte la Lega, voterà contro la candidatura di von der Leyen. Lo annuncia l’eurodeputato del Rassemblement national, Nicolas Bay. A chi chiedeva se il gruppo fosse pronto a votare compatto contro la tedesca, Bay ha risposto «sì, penso che le posizioni siano chiare. Questa mattina nell’emiciclo Marco Zanni si è espresso chiaramente, criticando le posizioni presentate da von der Leyen. Non ci sono dubbi, è una posizione comune».

17.32 – I LIBERALI DI RENEW EUROPE SOSTENGONO VON DER LEYEN

«Il mio gruppo sosterrà von der Leyen. Non vediamo l’ora di lavorare intensamente con lei per far progredire l’Europa. C’è molto lavoro davanti a noi. Rinnoviamo insieme l’Europa!», scrive su Twitter il capogruppo dei Liberali-centristi Renew Europe, Dacian Ciolos, prima del voto del Parlamento europeo per l’elezione della presidente designata della Commissione europea.

15.51 – FDI VOTERÀ CONTRO

Dopo aver ascoltato le dichiarazioni della candidata presidente Ursula Von der Leyen, la delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo ha annunciato il suo voto contrario. «Dopo che Macron aveva rivendicato la candidatura della Von der Leyen come un successo dell’asse franco-tedesco in sostanziale continuità con la presidenza Juncker, in questi giorni abbiamo assistito a un progressivo spostamento a sinistra del suo programma politico», hanno dichiarato in una nota gli eurodeputati di Fratelli d’Italia Raffaele Fitto (co-presidente dei Conservatori europei), Carlo Fidanza (Capodelegazione FdI), Nicola Procaccini, Raffaele Stancanelli e Pietro Fiocchi.

14.39 – ANCHE IL PD A FAVORE DI VON DER LEYEN

Il discorso di Von der Leyen ha convinto anche il Partito democratico: «Il Pd ha deciso di votare a favore delle sua elezione alla presidenza della Commissione europea. Lo facciamo perché siamo soddisfatti delle risposte che ha dato alle nostre richieste, con la lettera di ieri e con il dibattito di oggi», ha spiegato Roberto Gualtieri, capodelegazione Pd facente funzione. Per poi aggiungere: «Penso che anche il gruppo Socialista e democratico si orienterà per un voto favorevole, che al di là di alcune singole delegazioni parlamentari sarà a questo punto largamente maggioritario».

11.40 – SALVINI: «PAROLE INTERESSANTI SULL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA»

Le parole di Ursula von der Leyen, candidata alla presidenza della commissione europea, «sulla lotta all’immigrazione clandestina, sul cambiamento delle regole che vedevano l’Italia come il centro di accoglienza europeo sono interessanti», ha commentato Matteo Salvini oggi a Genova rispondendo a chi gli chiedeva se la Lega voterà la candidata dei popolari. «Vedremo se confermerà questa volontà di contrastare scafisti e trafficanti, altrimenti se la votano loro», ha detto Salvini.

11.05 – IL M5s ANNUNCIA IL SÌ: «HA FATTO SUO IL NOSTRO PROGRAMMA»

«Signora von der Leyen, dopo il nostro incontro, lei ha fatto suoi i punti principali del nostro programma, per questo il M5S intende sostenere la sua candidatura ma ogni giorno dovrà dimostrarsi degna di questa fiducia, non ci faremo remore a contrastarla anche duramente se non rispetta gli impegni presi». Lo afferma in Aula a Strasburgo l’eurodeputata del M5S Tiziana Beghin annunciando il sì del M5S all’elezione di Ursula von Der Leyen.

10.58 – ZANNI: «CHIESTO IL NOSTRO VOTO PERCHÉ PARLAMENTO NON SI SPOSTI A SINISTRA»

«Non crediamo che lei possa rappresentare il cambiamento necessario e non crediamo che abbia vita facile a mantenere in piedi una maggioranza che che è un colabrodo. I voti di chi è da questa parte dell’Aula conteranno, nessuno qui ha offerto supporto» per la sua elezione «ma è stata una richiesta che è arrivata nella consapevolezza che questo Parlamento non si può spostare a sinistra e che chi siede qui potrà spostare gli equilibri». Lo ha affermato l’eurodeputato della Lega Marco Zanni in Aula senza, tuttavia, precisare se il partito voterà o meno Ursula von der Leyen.

Lo schermo che mostra il nome della candidata alla presidenza della Commissione europea Ursula von der Leyen, durante il dibattito al parlamento europeo di Strasburgo, 16 luglio 2019. EPA/PATRICK SEEGER

10.47 – VON DER LEYEN A FARAGE: «POTREMO FARE A MENO DI LEI»

«Penso che potremo fare a meno di lei, mister Farage». Così la candidata designata dai Ventotto alla presidenza della Commissione europea Ursula von der Leyen rivolgendosi all’eurodeputato euroscettico britannico Nigel Farage che ha annunciato che non la voterà oggi.

10.35 – VON DER LEYEN AI SOVRANISTI: «NON AVERE IL SUO SOSTEGNO È UN PREMIO»

«Sono sollevata che non avrò il suo sostegno per me è veramente un premio per tutto quello che ho fatto», ha risposto Von der Leyen dopo la dichiarazione di voto dell’eurodeputato Alternative fur Deutschland Joerg Meuthen a nome del gruppo sovranista a cui appartiene anche la Lega “Identità e democrazia”.

Il copresidente del gruppo sovranista Joerg Meuthen, del partito tedesco Alternative for Germany (AfD) prende la parola di fronte a Ursula von der Leyen, ministra tedesca della Difesa per la Cdu e candidata alla presidenza della Commissione europea, 16 luglio 2019. EPA/PATRICK SEEGER

10.25 – IDENTITÀ E DEMOCRAZIA (SOVRANISTI) VOTANO NO

Il gruppo “Identità e democrazia” voterà contro la candidatura di Ursula von der Leyen alla presidenza della Commissione Ue. Lo ha annunciato l’eurodeputato Alternative fur Deutschland Joerg Meuthen (“Identità e democrazia”), intervenendo in aula a Strasburgo. Nel gruppo siede anche la Lega. «Con tutto il rispetto per la sua persona noi del gruppo riteniamo che lei non sia in grado di rispondere ai requisiti» per essere nominata presidente della Commissione europea.

10.30 – CALENDA: «IL DISCORSO DI VON DER LEYEN RAPPRESENTA LO SPIRITO DI SIAMO EUROPEI»

«Gran bel discorso di Ursula von der Leyen al Parlamento Europeo. Federalista su esteri e difesa, forte su garantire rispetto dello stato di diritto anche per migranti e rifugiati, bene su flessibilità per investimenti e ambiente, decisa su misure relative al pilastro sociale: disoccupati giovani e bambini. Valori e programmi che possono unire le grandi famiglie politiche. Ha recepito molti, direi tutti, i temi sollevati dall’Italia e soprattutto ben rappresenta lo spirito di Siamo Europei. Un attacco frontale agli antieuropeisti. La voterò con convinzione». Così Carlo Calenda su Facebook.

Un primo piano di Ursula Von der Leyen, al parlamento europeo di Strasburgo, 16 luglio 2019. EPA/PATRICK SEEGER

10.20 – SOCIALISTI DECIDONO SUL VOTO NEL POMERIGGIO

Il gruppo dei Socialisti e democratici S&D deciderà «questo pomeriggio»” se appoggiare la candidata designata dai Ventotto alla presidenza della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Lo ha annunciato la leader degli S&D Iratxe García Perez.

10.12 – VERDI: «LEI È PRONTA ANCHE AL VOTO DEI POPULISTI»

«I Verdi europei non hanno risparmiato sforzi per formare una maggioranza pro europea portatrice di cambiamento e questa impresa ha bisogno di tempo per dare i frutti, ma la sua insistenza ad arrivare al voto oggi ci priva di questo tempo. Noi la sentiamo pronta ad accogliere qualunque sostegno da qualunque parte venga, anche da parte dei populisti, come dicevo la settimana scorsa la vendita inizia quando il cliente dice no», ha detto Philippe Lamberts, leader dei Verdi europei che voterà contro la candidata, «Se sarà eletta stasera saremo pronti a apportare il nostro contributo ogni qual volta che le sue proposte saranno all’altezza delle sfide esistenziali a cui siamo confrontati», ha aggiunto Lamberts.

10.07 – ZANNI (LEGA): «IL PPE CI HA CHIESTO DI APPOGGIARE LA LORO PRESIDENTE»

Stando a un’intervista del deputato europeo Marco Zanni alla Stampa dietro il possibile sostegno della Lega alla presidente designata, von der Leyen, ci sarebbe una manovra politica del Partito popolare, che in cambio ha promesso di non ostacolare la nomina del commissario leghista. «Sia chiaro: noi non votiamo a scatola chiusa. E certe uscite contro l’Italia non aiutano. Però come Lega ne abbiamo già parlato tra di noi e c’è stata una interlocuzione con la candidata e soprattutto con il Ppe». Secondo Zanni i popolari vorrebbero a bordo la Lega perché «cercano di bilanciare il supporto verso destra, per questo ci hanno chiesto di votarla».

10.02 – ZANNI LEGA: «ABBIAMO RICEVUTO GARANZIE SUL COMMISSARIO ITALIANO»

«Abbiamo ricevuto rassicurazioni sul commissario italiano, anche se ovviamente questo lei non lo può dire apertamente», ha spiegato l’eurodeputato Marco Zanni della Lega in un’intervista alla Stampa per spiegare il voto a favore di Ursula Von der Leyen. Concorrenza o Commercio? «Un portafoglio economico di primo piano, come concordato con Conte. Ovviamente sarà un leghista», specifica Zanni. E chiarisce che von der Leyen non ha incontrato i leghisti: «solo perché a un certo punto ha ceduto al pressing dei socialisti e ha cancellato l’incontro che lei stessa aveva fissato».

La candidata alla presidenza della Commissione europea Ursula Von der Leyen al dibattito alla plenaria del parlamento europeo, 16 luglio 2019. EPA/PATRICK SEEGER

9.55 – «PROPORRÒ UN NUOVO PATTO PER LE MIGRAZIONI»

«Proporrò un nuovo patto per la migrazione e l’asilo, incluso il rilancio della riforma di Dublino», ha detto Von der Leyen. «Questo ci consentirà di tornare ad una pienamente funzionale area Schengen, che è il più importante traino per la nostra prosperità, sicurezza e libertà». La candidata vuole anche accelerare il rafforzamento di Frontex, l’agenzia per la frontiera europea con 10mila nuove guardie «non entro il 2027 ma prima, al massimo entro il 2024».

9.48 – «SARÒ DURA NEMICA DI CHI VUOLE INDEBOLIRE L’EUROPA»

«Per me solamente una cosa è importante, l’Europa va rafforzata e chi la vuole fare fiorire mi avrà dalla sua parte, ma chi vuole indebolire questa Europa troverà in me una dura nemica», ha detto Von der Leyen.

9.45 – «PRONTA A CONCEDERE UNA PROROGA SULLA BREXIT»

Sono disposta a garantire una ulteriore proroga al recesso nel caso in cui fosse necessario più tempo per motivi validi”. Così la candidata designata dai Ventotto alla presidenza della Commissione europea Ursula von der Leyen parlando della Brexit. “In ogni caso il Regno Unito rimarrà il nostro alleato il nostro partner ed un paese amico”, ha aggiunto.

9.38 – «IN MARE C’È L’OBBLIGO DI SALVARE VITE» E SCATTA L’APPLAUSO

«Il Mediterraneo è diventato una delle frontiere più letali al mondo, in mare c’è l’obbligo di salvare le vite», ha dichiarato Von der Leyen riscuotendo un applauso. «L’Ue ha bisogno di frontiere umane – ha aggiunto -, dobbiamo salvare le vite, ma anche dobbiamo ridurre la migrazione irregolare, lottare contro gli scafisti»

9. 35 – LA CACCIATA DI MARTIN SELMAYR

Intanto il segretario generale della Commissione europea, il tedesco Martin Selmayr, ha annunciato a Politico Europe che lascerà il suo posto a Palazzo Berlaymont «alla fine della prossima settiman». Proprio il 15 luglio sera mentre andava alla ricerca degli ultimi consensi, Von der Leyen aveva annunciato che intendeva fare a meno dei servizi del controverso funzionario, nel caso fosse stata eletta. «C’è una regola non scritta che dice che non puoi avere due persone della stessa nazionalità in posizioni di potere nella Commissione Europea», aveva detto von der Leyen ai membri della sua famiglia politica. Selmayr, capo di gabinetto di Jean Claude Juncker, era stato promosso il 21 febbraio 2018 al posto di segretario generale, il rango più elevato dell’amministrazione della commissione, con una serie di promozioni successive e ravvicinate molto anomale che erano state ritenute illegittime dal parlamento europeo.

La ministra della Difesa tedesca nell’Aula della assemblea plenaria del parlamento europeo di Strasburgo che deve approvare la sua nomina a presidente della Commissione europea. 16 luglio 2019. EPA/PATRICK SEEGER

9.32 – SALARIO MINIMO ATTRAVERSO CONTRATTAZIONI GENERALI DEI SINDACATI

«Voglio garantire che in una economia sociale di mercato ogni persona che lavora a tempo pieno possa avere un salario minimo che garantisca una vita dignitosa», ha promesso la candidata, rivolta chiaramente ai socialisti. «Perciò svilupperemo un quadro nel rispetto dei quadri di lavoro, l’opzione ottimale è avere contrattazioni collettive con i sindacati perché loro possono adeguare il salario minimo al settore e al comparto. So che ci sono modelli diversi ma dobbiamo creare un quadro generale», ha argomentato.

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