Grasso si è dimesso da presidente dell’Anm per lo scandalo nomine

Redazione

Grasso si è dimesso da presidente dell’Anm per lo scandalo nomine

«Vi rispetto molto più di quanto abbiate dimostrato di rispettare me». Dopo aver ascoltato gli interventi dei rappresentanti dei gruppi all'interno nel Comitato direttivo centrale, ha lasciato l'incarico.

16 Giugno 2019 12.27
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Aveva definito la bufera sul caso delle nomine nelle procure con episodi di presunta corruzione (tra cui viaggi, anelli, regali, soggiorni in hotel) «uno dei più gravi momenti di crisi della magistratura della storia repubblicana». E il 16 giugno il presidente dell’Anm (Associazione Nazionale Magistrati) Pasquale Grasso ha deciso di lasciare l’incarico. Dopo aver ascoltato gli interventi dei rappresentanti dei gruppi all’interno all’Anm nel Comitato direttivo centrale, Grasso ha rassegnato le proprie dimissioni come aveva anticipato in apertura nel caso avesse avuto sentore di una richiesta in tal senso.

COME LOTTI SE LA PRENDE CON I MORALISTI

«Vi ho ascoltato tutti. Vi comprendo e vi rispetto. Vi rispetto e vi ringrazio. Vi rispetto molto più di quanto abbiate dimostrato di rispettare me», ha dichiarato. «Potrei osservare che le vostre considerazioni hanno deliberatamente trascurato la prospettiva cronologica degli avvenimenti. Potrei dolermi di convenienti fraintendimenti della mia condotta» , ha aggiunto, ma «vi ho ascoltato e compreso. Ovviamente rassegno le mie dimissioni. Lo faccio serenamente, dicendo no a me stesso. Nel ricordo di un grande intellettuale del passato, che ricordava che i moralisti dicono no agli altri, l’uomo morale dice no a se stesso». Anche Luca Lotti, autosospendosi per lo scandalo toghe, aveva detto di fare un passo indietro «non perché qualche moralista senza morale oggi ha chiesto un mio passo indietro, ma per il rispetto e l’affetto che provo verso gli iscritti del Pd» .

BOSCHI: «LA SCELTA DI LOTTI NON ERA DOVUTA»

Dell’autosospensione dell’ex sottosegretario Lotti e della vicenda toghe del Csm, domenica ha parlato anche Maria Elena Boschi: «Sono arrivati più attacchi a Lotti dall’interno del Pd che dagli avversari politici. Autosospendendosi ha fatto una scelta che non era scontata e dovuta, di grande generosità verso la comunità del Pd e va quindi rispettato», ha detto l’ex ministra da Assisi.

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Commenti: 1

  1. @Redazione Ne conoscete molti altri di liberi cittadini che, di notte e alla vergognosa, si incontrano con membri del CSM per stabilire, da imputati, chi debba essere il proprio giudice ? Avete una bizzarra concezione della libertà del cittadino.

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