«Passa i giorni a giustificare le notti»

Redazione
21/01/2011

Un attacco frontale al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Disponibilità a candidarsi premier. Toni critici verso Nichi Vendola. E la...

«Passa i giorni a giustificare le notti»

Un attacco frontale al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Disponibilità a candidarsi premier. Toni critici verso Nichi Vendola. E la rivelazione che è al lavoro su un libro. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, risponde a tutto campo alle domande di Daria Bignardi a Le invasioni barbariche
«VINCIAMO ALLA GRANDE». Sullo scandalo Ruby Bersani è categorico: «Non si può avere un premier che passa i giorni a giustificare come passa le notti. Berlusconi deve dimettersi, togliere l’Italia dall’imbarazzo e se non lo farà ogni soluzione, anche il voto, è meglio del fatto che lui resti a Palazzo Chigi». In caso di urne, «vinceremo noi. Vinciamo noi alla grande». Quanto alla guida della coalizione, «Io sono qua, ho l’esperienza e la responsabilità per candidarmi, ma chi mi conosce sa che non metto mai me stesso davanti ai progetti», afferma Bersani. Che ritorna sulla proposta di mobilitazione per chiedere le dimissioni di Berlusconi: «Per uscire da questo stallo preoccupante abbiamo deciso di sollevare un moto di opinione pubblica e porteremo dieci milioni di firme a Palazzo Chigi». Perché «deve tornare  la buona politica fatta onestamente da gente perbene». Perché «un uomo di 73 anni non fa neanche una telefonata a una minorenne. In questo Paese stanno passando messaggi distruttivi».
VENDOLA COME GARCIA LORCA. Toni di sfida anche nei confronti di Vendola, che «non è l’Obama bianco, ma il Garcia Lorca con un linguaggio immaginifico e a volte barocco che piace. Ma io», argomenta Bersani, «propongo un altro linguaggio perché al prossimo giro penso che sia da offrire al Paese qualcuno/qualcosa di cui fidarsi e non qualcuno/qualcosa da cui essere incantato». Che prosegue scherzando: «Molti medici e sapienti mi invitano a cambiare il linguaggio. E pensare che da giovane parlavo astratto e sofisticato, ma ad un certo punto mi ha fatto ribrezzo perché rischiare il politichese è la cosa peggiore».
IL LIBRO. Infine, sulla scia di ex leader democratici come Walter Veltroni, Dario Franceschini e Massimo D’Alema, Bersani rivela di essere in fase di scrittura: «Non ho mai scritto un libro», confessa, «perché ho sempre pensato che bisogna avere l’umilità di leggere prima di scrivere. Ma penso che questo è il tempo in cui chi ha qualche idea in testa per il Paese la deve mettere giù». L’editore sarà Laterza, ma il titolo ancora non c’è.